COOKIE

Il nostro sito utilizza dei cookies, ovvero piccoli file che durante la navigazione il tuo computer scarica da ogni sito web e che servono per migliorare delle funzionalità di autenticazione e navigazione .

Banner-sito strada facendo13 dicembre ore 18.00: inaugurazione di una mostra fotografica, presentazione video e confronto con il sindaco

Banner sito Natale 2018Scopri il programma di tutti gli eventi

A lavoro alla casa del popolo per l’autonomia

La ristorazione sociale come strumento di inserimento lavorativo e di riscatto sociale. Questa una delle missioni del circolo di Fibbiana gestito dalla cooperativa sociale Pegaso, dove sono stati assunti due ragazzi fuoriusciti dal progetto Lea. Andrea L. e Andrea M. hanno partecipato lo scorso anno al percorso Lavoro è Autonomia, realizzato da Regione Toscana e Società della Salute e che ha coinvolto persone in carico alla psichiatria e affette da autismo.

Durante il percorso i ragazzi hanno imparato a fare la pizza, a stare in cucina, ma soprattutto a relazionarsi con gli altri, iniziando così un vero percorso di autonomia. La casa del popolo è infatti diventata luogo di socializzazione che ha permesso ai ragazzi in carico alla psichiatria di interfacciarsi con più fasce di età: con i coetanei, ma anche con le persone più anziane che ogni giorno frequentano i locali di Fibbiana.

“La soddisfazione più grande – ha detto Daniele Bertelli, presidente della casa del popolo di Fibbiana-  oltre all’aspetto strettamente lavorativo è stato infatti vedere come si sono integrati  all’interno dei gruppo di ragazzi che frequentano Fibbiana. E’ stata una cosa che io stesso non mi aspettavo”.

“La cooperativa Pegaso – ha proseguito Lorenzo Morelli, vice presidente cooperativa sociale Pegaso - è nata con l’obiettivo di creare opportunità lavorative per le persone che si trovano in difficoltà. Questo risultato è quindi per noi una conferma che stiamo andando nella direzione giusta”.

Quello di Fibbiana non è un inserimento qualsiasi. “L’esperienze di autismo e lavoro – ha spiegato Cinzia Pieraccini, Neuropsichiatra Infantile, referente autismo territorio ex usl 11 - riguardano spesso ambienti che si costruiscono su uno schema autistico all’interno del quale rimangono intrappolati. Quello che si è cercato di fare noi invece è un po’ diverso. Abbiamo sì strutturato un contesto favorevole ma abbiamo poi cercato di preparare e stimolare le capacità dei nostri ragazzi affinché potessero interagire con un mondo aperto a tutti e per tutti”.

“Di solito – ha proseguito - i percorsi di inserimento per chi è affetto da autismo si svolgono in ambienti che non investono direttamente la sfera comunicativa e relazionale. In questo caso, invece, si è realizzato un inserimento in un luogo pubblico come la pizzeria. Per questo il progetto è stato per noi eccezionale e credo sia una delle poche esperienze di questo tipo in Italia”.

Sull'inserimento è intervenuta anche l'assessore al sociale del Comune di Montelupo Fiorentino Marinella Chiti: "Si parla di una nuova prospettiva inclusiva, di creare opportunità. Da anni si lavora in questo senso e si ottengono grandi risultati, la soddisfazione viene di conseguenza".



Foto & video