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Migranti: è iniziato il progetto di coinvolgimento nelle attività di volontariato, in collaborazione con le associazioni del territorio

L’assessore Chiti: “è un impegno che ci siamo presi con tutta la cittadinanza ed è anche un modo per creare opportunità di incontro fra i migranti e i residenti di Montelupo

In un’accaldata seduta tenutasi i primi di agosto 2015 l’amministrazione comunale annunciò l’arrivo di nuovi migranti a Montelupo Fiorentino e prospettò la possibilità che venissero accolti in struttura collocata in zona Pratella. Nella stessa assemblea, davanti alle perplessità di alcuni cittadini il sindaco si è impegnato a seguire personalmente la vicenda e ad attivare tutti i canali possibili affinché i migranti potessero in qualche modo essere impegnati in iniziative a favore della città, in collaborazione con le associazioni del territorio.

Da metà settembre sono giunte a Montelupo altre 17 persone, ospitate - come ipotizzato nella riunione del 6 agosto – in un immobile collocato nella zona delle Pratella di proprietà della cooperativa Colori, opportunamente adeguato. Il gruppo è composto da 12 pachistani e 5 nigeriani; sono tutti ragazzi che hanno fra 32 e 23 anni. Sono giunti a Montelupo Fiorentino da un centro di Impruneta, dove avevano già effettuato le prime pratiche e i controlli sanitari.

L’intero progetto di inserimento è seguito dalla cooperativa Colori che ha messo in piedi un sistema che prevede la presenza di un mediatore culturale, di un tutor che accompagna i ragazzi e di una persona italiana che dorme e abita con loro e che è un riferimento per le necessità primarie. Fin dal loro arrivo i ragazzi hanno espresso la volontà di prendersi cura del luogo in cui sono ospitati e di occuparsi personalmente delle pulizie e della preparazione dei pasti.

L’ospitalità è gestita, quindi, nel rispetto di un progetto e di un disegno che tiene conto di svariati aspetti, anche dell’impatto sulla popolazione. Il comune ha contatti costanti con i due soggetti che hanno stipulato l’accordo con la Prefettura: la Misericordia di Empoli per la casa di Camaioni e la cooperativa Colori per l’immobile della zona industriale delle Pratella.

Nell’ambito dell’intero progetto un ruolo centrale è rivestito dalle attività di contatto e integrazione con il territorio e con l’associazionismo. Le associazioni che hanno dato la propria disponibilità ad accogliere i ragazzi come volontari sono circa 10 e al momento sono stati attivate due distinte iniziative.

La prima in collaborazione con l’associazione Tetris a inizio dicembre per l'allestimento della mostra 'Exodos - Exodes' e nella gestione della serata di presentazione. Si è trattato di un momento importante per loro di conoscenza del territorio e di persone coetanee che vivono nella zona.

Dalla fine di novembre circa dieci ragazzi si sono invece alternati a gruppi di due o tre ogni giorno, nella realizzazione insieme ai volontari dell'Auser del progetto Adottiamo una panchina. Un’attività che ha impegnato i migranti quotidianamente e consentito loro non solo di fare qualcosa di pratico e manuale, ma anche di entrare in contatto con altri cittadini di Montelupo.

«Soffermarsi a parlare con i ragazzi che ospitiamo a Montelupo, vuol dire scoprire un mondo. - afferma l’assessore alle politiche sociali Marinella Chiti - Scoprire che sono fuggiti da fame e, soprattutto da guerre, che hanno attraversato il deserto, che per mantenersi hanno accettato i lavori più disparati e che magari dopo poco tempo sono stati derubati dei pochi soldi che avevano messo insieme e hanno dovuto cominciare tutto dall’inizio. Vuol dire scoprire che alcuni di loro sono partiti da casa nel 2011 per arrivare in Europa nel 2015. Quello che è necessario allora è creare occasioni di incontro e confronto; l’attività con le associazioni di volontariato risulta quindi fondamentale. Perché, nonostante le difficoltà con la lingua i nostri volontari dell’Auser passano del tempo con i nuovi arrivati e iniziano a scambiarsi esperienze e in qualche modo a raccontarsi le proprie vite. Siamo partiti ora e confido di poter attivare a breve molti altri progetti».

Sabato scorso poi hanno preso parte al pranzo di Natale organizzato sempre dall’Auser a cui hanno partecipato i volontari, gli anziani del territorio, la giunta, ma anche i ragazzi del Consiglio Comunale dei ragazzi.

«Il pregiudizio si combatte con la conoscenza ed è per questa ragione che anche i momenti “ludici” acquistano un valore del tutto speciale; ne è un esempio il pranzo organizzato sabato scorso dall’associazione Auser. Mercoledì 23 dicembre, coni la giunta e con alcuni operatori abbiamo organizzato un aperitivo/cena proprio a “casa loro”, nella zona industriale delle Pratella. Dopo tanti cambiamenti e aver corso tanti pericoli, ci sembra il minimo provare a portare un po’ di normalità, quella stessa normalità che a noi capita di dare per scontata», afferma il sindaco Masetti.



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