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banne sito declinazioni femminili 20 febbraio | Incontro: "Che genere di dipendenza?"

Migranti: un incontro dai toni accesi, ma che ha visto convergere amministrazione e cittadini sulla necessità che il fenomeno sia gestito dal comune

Una serata di inizio agosto, una sala inevitabilmente afosa e inaspettatamente gremita di cittadini: ieri pomeriggio è iniziato con queste premesse l’incontro organizzato dall’amministrazione comunale per affrontare con i cittadini la questione “migranti”.

«Da qualche settimana mi ero reso conto che stava serpeggiando fra i montelupini la preoccupazione in merito all’arrivo di nuovi migranti e, aspetto ancor più grave, si stavano diffondendo illazioni o venivano prese per vere ipotesi ancora al vaglio di questa amministrazione..

L’incontro di ieri sera è stato voluto proprio per fare chiarezza.

Certo, non mi aspettavo una riunione dai toni pacati considerato l’argomento e ieri sera all’inizio sembrava che gli animi fossero esacerbati.

Come sempre accade quando si dà vita ad un confronto aperto, tante frizioni si sono stemperate e credo che i cittadini abbiano avuto modo di capire che l’amministrazione comunale sta lavorando in una situazione difficile per cercare la soluzione migliore per tutti.

Oltre agli aspetti numerici tengo a ribadire che per questa amministrazione è un dovere etico rispondere ad un’emergenza nazionale e accogliere persone che sono oggettivamente in una situazione disperata», afferma il sindaco Paolo Masetti.

L’incontro di ieri sera è partito con un dato di fatto: i migranti a Montelupo, con in quasi tutti i comuni toscani, ci sono e arriveranno.

Al momento sono presenti sul territorio comunale 21 profughi, una percentuale dello 0.15% della popolazione.

La Prefettura, come è accaduto nel caso di Camaioni, può prendere accordi diretti con i singoli proprietari che mettono a disposizione la loro abitazione. In tal caso l’amministrazione comunale è completamente esclusa e non ha voce in capitolo.

Viceversa, il comune ha anche la possibilità di divenire parte in causa e governare la vicenda in modo che la ricaduta sul territorio non sia problematica.

In parte lo ha già fatto, entro i limiti consenti dalla legge, approvando delle linee di indirizzo nelle quali viene specificato che le abitazioni devono essere a norma e gli spazi conformi a quanto previsto dalla norma e demandando agli uffici comunali la possibilità di effettuare controlli.

L’altra iniziativa presa è stata quella di coinvolgere le associazioni di volontariato chiedendo loro di la disponibilità ad accogliere i migranti come “volontari”.

«Questo progetto mira a raggiungere diversi obiettivi. In primo luogo favorisce l’integrazione dei migranti nel tessuto cittadino, rappresenta un modo con cui i nuovi arrivati possono “ringraziare” la comunità che li accoglie e soprattutto offre loro la possibilità di trascorrere del tempo impegnandosi in attività utili che agevolano anche l’apprendimento della lingua.

Quando abbiamo prospettato questa possibilità alle persone che sono attualmente presenti a Camaioni, tutti si sono dichiarati disponibili e ben consapevoli che non avrebbero ricevuto un euro in cambio di queste attività», prosegue Masetti.

Un progetto di presidio che sembra aver rasserenato molte persone preoccupate di doversi confrontare con una situazione allo sbando.

In particolare sono state confortate le poche famiglie che abitano nella zona industriale delle Pratella e che avevano appreso dalla stampa che una delle ipotesi era quella di accogliere i migranti nello stabilimento che fino a pochi mesi fa ha ospitato il centro Zoe in via del Lavoro.

Un’ipotesi che si è profilata in ragione della disponibilità espressa dal proprietario dell’immobile e che il comune ha subito preso in considerazione.

«Vorrei ribadire che al momento non è ancora stata presa una decisione in merito e che l’amministrazione ha avviato nel mese di luglio un confronto interlocutorio con la Cooperativa Colori, proprietaria dell’immobile. Le caratteristiche dello spazio sono tali da ritenerlo più che adatto a questa funzione. Certo è che devono essere definiti ancora alcuni aspetti non marginali, come ad esempio la necessità che il proprietario assieme agli oneri legati al vitto e all’alloggio si assuma anche quello di presidio dello spazio e di assistenza nei confronti dei migranti. Una soluzione che credo possa rasserenare molti animi», conclude il primo cittadino.

L’incontro si è concluso in un clima decisamente diverso da come era iniziato, ovviamente alcuni cittadini se ne sono andati con diverse perplessità, ma rassicurati dall’impegno dell’amministrazione di seguire attentamente la vicenda, chiedendo anche una maggiore disponibilità in tal senso delle forze dell’ordine.



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