Quando nuove tecnologie e archeologia si incontrano

28 Marzo 2024

Indagini geologiche ed elaborazioni in 3d per andare a ritroso nel tempo e scoprire qualcosa in più sul nostro passato.

Molto spesso camminiamo sulla nostra storia, pur non avendone consapevolezza. Il territorio di Montelupo Fiorentino è disseminato di aree di interesse archeologico, alcune note, altre tutte da scoprire.
Lo testimonia il fatto che molto spesso nel corso di lavori ordinari vengono alla luce scoperte interessanti per ricostruire l’assetto dell’area in epoche precedenti.

È ovvio come non sia possibile effettuare saggi in modo indiscriminato e allora ci vengono in aiuto le tecnologie più avanzate, utilizzate nell’area di San Quirico e Santa Lucia e allo scavo della Villa del Vergigno in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.

Nell’area di San Quirico e Santa Lucia, il progetto diretto dal professor Federico Cantini, dell’Università di Pisa (Dipartimento di Civiltà e forme del sapere), ha previsto la realizzazione di prospezioni geofisiche della zona vicino al Museo Archeologico, condotte grazie alla collaborazione del Prof. Adriano Ribolini (Unipi-Dipartimento di scienze della terra) e della ditta SO.GE.T di Lucca. Le indagini sono funzionali a individuare i resti della corte regia che in età altomedievale doveva essere incardinata nella chiesa di S. Quirico. Si tratta di attività che rientrano in un progetto di ricerca di interesse nazionale (PRIN), che ha come scopo proprio lo studio di questi complessi pubblici, che dovevano fare da supporto ai viaggi dei re, consentendone la sosta e il rifornimento.

Le prospezioni Ground-Penetrating Radar consistono in indagini non invasive. Il metodo si basa sull’invio di impulsi elettromagnetici nel sottosuolo e sulla ricezione degli echi riflessi da oggetti, strutture murarie, cavità, variazione nella composizione dei materiali costruttivi e di riempimento. Il prodotto finale, dopo l’elaborazione dei dati, consiste in una specie di “radiografia” della sottosuperficie, in cui emergono le diversità dei materiali.

Le indagini svolte nelle scorse settimane hanno evidenziato alcune anomalie che potrebbero corrispondere a strutture sepolte. Sulla base di queste informazioni saranno poi svolti carotaggi per la verifica delle ipotesi fatte e in fine uno scavo archeologico, programmato per i mesi di settembre e ottobre 2024.

Lo scavo già condotto all’interno della chiesa dei SS. Quirico e Lucia aveva permesso di riportare alla luce una complessa sequenza di frequentazioni dell’area, che iniziavano in età romana, per proseguire con tombe di età tardoantica e con la prima fase altomedievale dello stesso edificio religioso, attorno al quale dovevano trovarsi le strutture della corte regia.

Le anomalie individuate con il Ground-Penetrating Radar potrebbero indicare la presenza di strutture relative ad una di queste fasi.

“L’attività di ricerca è quella che ci ha permesso di ricostruire scavo dopo scavo la storia del territorio, confrontando gli esiti con le informazioni documentali. Molto spesso non ci sono risorse sufficienti per campagne di scavo massive e quindi azioni come quella realizzata dal professor Cantini ci consentono di fare progressi e di andare ad indagare in modo mirato.
A piccoli passi, grazie all’attivazione di importanti collaborazioni con istituti di ricerca e università italiane e straniere, continuiamo le nostre attività di ricerca. Il sistema museale di Montelupo, grazie anche al lavoro della direttrice Lorenza Camin, è un interlocutore accreditato per le diverse realtà con le quali siamo riusciti a sviluppare progetti importanti”, afferma l’assessore alla cultura Aglaia Viviani.

Il sistema museale di Montelupo, infatti, è stato recentemente coinvolto anche in un progetto realizzato un’equipe dell’Università di Lovanio (UCLouvain) guidata dal professor Marco Cavalieri.

La scorsa estate sono stati eseguiti rilievi 3D della Villa romana del Vergigno su incarico dell’Amministrazione comunale. Integrando una strumentazione all’avanguardia, composta da un drone, un laser-scanner e un GPS, i ricercatori belgi hanno realizzato un modello 3D della Villa in HD.

“L’intervento ha conseguito due obiettivi: disporre di un rilievo di alta precisione sullo stato conservativo del sito che al contempo costituisce un primo passo per la sua valorizzazione e conseguente comunicazione presso un pubblico il più ampio possibile”, spiega la dottoressa Lorenza Camin, direttrice del Sistema Museale di Montelupo.”