Nove medici nella casa di comunità, a Montelupo è realtà la medicina di prossimità

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La presenza congiunta dei professionisti rafforza il lavoro con infermieri e assistenti sociali e amplia un’esperienza che nell’Empolese Valdelsa è già operativa

Data:

27 Aprile 2026

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Nove medici di famiglia entrano nella casa di comunità di Montelupo e rafforzano un modello di sanità territoriale che nell’Empolese Valdelsa sta prendendo forma concreta. Da oggi i professionisti lasciano i singoli ambulatori privati per lavorare nella rinnovata struttura di viale Cento Fiori 30, in spazi condivisi e integrati con gli altri servizi presenti nella casa di comunità, che da sede di distretto diventa ora nuova casa di comunità.

I medici si alterneranno secondo una programmazione comune e garantiranno la propria presenza ai cittadini dalle 8 alle 20, con un centralino unico, 0571 87.82.86, a supporto degli accessi per i pazienti.

L’ingresso dei medici di medicina generale dentro la casa di comunità rappresenta un passaggio rilevante perché consolida un modello già avviato in altri territori della zona.

Nella struttura di Montelupo sono presenti al piano terra Cup e servizi amministrativi, punto prelievi e Punto di intervento rapido (Pir) con medici attivi dalle ore 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, quindi dalle 20 alle 24 i medici della continuità assistenziale dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica dalle 8 alle 24 (si ricorda che dalle 24 alle 8 nei giorni feriali e il sabato e la domenica sempre dalle 24 alle 8 il servizio è vicariato dalla casa di comunità Sant’Andrea di Empoli); al primo piano gli ambulatori dei medici di famiglia e le postazioni di segreteria; al secondo piano gli ambulatori di specialistica cardiologica e allergologica, consultorio e servizi sociali. Un’organizzazione che rafforza la dimensione di prossimità della struttura e favorisce il lavoro tra professionisti diversi.

«Con l’ingresso dei medici di famiglia dentro la casa di comunità si compie un passo concreto verso una medicina territoriale più integrata – sottolinea Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della Zona Empolese –. La vicinanza fisica tra medici di medicina generale, infermieri e servizi territoriali aiuta a costruire percorsi più coordinati e rende più semplice per i cittadini orientarsi e trovare risposte».

Per Franco Doni, direttore della Società della Salute e Zona distretto Empolese Valdarno Valdelsa, «Montelupo si inserisce in un percorso che in questo territorio sta dando risultati e apprezzamento. Portare i medici di famiglia dentro queste strutture significa rafforzare il ruolo delle case di comunità come luoghi di cura, relazione e presa in carico, dove il cittadino trova servizi connessi e non frammentati».

«L’apertura della casa di comunità a Montelupo è veramente un bel traguardo che permette di migliorare ulteriormente il servizio al cittadino, in un’ottica di integrazione ed efficienza – afferma il sindaco Simone Londi – L’Amministrazione comunale ha collaborato con la Società della Salute e la Ausl Toscana centro per arrivare al raggiungimento di questo obiettivo. In questi mesi l’Ente e in particolare l’assessora al sociale Stefania Fontanelli si è più volte relazionata anche con i medici per condividere suggerimenti e necessità volte a migliorare il servizio».

L’obiettivo è arrivare a pieno regime a un lavoro sempre più multidisciplinare, con équipe composte da medici, infermieri e assistenti sociali, valorizzando la casa di comunità come punto di riferimento stabile per i bisogni di salute del territorio. A Montelupo questo passaggio prende ora forma con una scelta organizzativa che guarda alla prossimità, alla continuità e a una sanità territoriale sempre più integrata.

Ultimo aggiornamento: 27/04/2026, 16:37

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