Il pozzo è stato battuto su via Giuseppe Lami, all’incrocio tra la SS67 Toscoromagnola e la SP12 di Val di Pesa, adiacente a un vivaio. Esso misura 42 metri di profondità, per un prelievo previsto 12 l/sec medi per un totale di circa 378 mila mc/anno, e un costo di realizzazione finanziato dalla tariffa di circa 383.000 euro
L’Autorità Idrica Toscana non ha riconosciuto al Comune potere di veto sulla dislocazione del nuovo pozzo, invocando la natura sovracomunale delle decisioni sull’acqua.
L’amministrazione pur ritenendo corretto tale approccio sottolinea il rischio per eventuali danni all’ecosistema fluviale della Pesa.
In apparenza si tratta di una sconfitta, in realtà l’opera è stata adesso realizzata con un’assunzione di responsabilità istituzionale collettiva, contenuta in un accordo sottoscritto con tutti i decisori che gravitano intorno al tema dell’acqua:
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nessun incremento dei prelievi (la cui tendenza è in lieve diminuzione anche grazie agli interventi in contrasto alle perdite): il pozzo 10 andrà a sostituire il pozzo 4 che verrà gradualmente dismesso;
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realizzazione di studi idrologici approfonditi finalizzati a progettare interventi efficaci per risolvere il problema delle persistenti secche estive in bassa valle.
«La richiesta del Comune si basava sulla necessità di ridurre i prelievi, condivisa da tutti i firmatari in sede di contratto di fiume ed esprimeva irritazione per non essere stati preavvisati in tale sede della volontà di realizzazione del nuovo pozzo.
Abbiamo anche letto la necessità di un nuovo pozzo come opportunità di sciogliere la servitù che dal 1947 lega il torrente alle necessità idropotabili di Capraia Fiorentina che, dall’altra sponda dell’Arno, chiede al subalveo della Pesa la stessa quantità di risorsa che garantirà il nuovo pozzo. Le Autorità competenti hanno però rilevato che in destra d’Arno non vi sia risorsa sufficiente e adatta a rispondere alle necessità del gestore.», afferma l’assessore a politiche ambientali, di mitigazione e adattamento climatico, Lorenzo Nesi.
Nel 2025 si sono concretizzati progetti di rilievo legati al Contratto di Fiume Pesa, che conta oltre 60 firmatari e lavora sulle proprie strategie da oltre 6 anni. Ciò anche grazie alla vicenda del pozzo 10 e alla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale convocato nell’alveo secco del torrente il 28 luglio scorso, a cui hanno partecipato il Presidente della Giunta regionale, Eugenio Giani, e il Segretario generale dell’Autorità di Distretto dell’Appennino settentrionale, Gaia Checcucci.
Il valore complessivo dei finanziamenti attratti in Val di Pesa dal Contratto di Fiume nel 2025 è di Euro 3.315.800,00, e vanno a sostenere svariati interventi:
1. finanziamento per la redazione del Progetto di Paesaggio le “Valli di Pesa e Virginio”, che coinvolge la Regione Toscana e tutti e 9 i Comuni rivieraschi con potenziale incidenza sul piano paesaggistico regionale – 50.000,00 €, integrabili attraverso l’artbonus regionale dalle aziende vallive;
2. Accordo di collaborazione tra Regione Toscana, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Autorità Idrica Toscana, Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno e Comune di Montelupo Fiorentino, in qualità di coordinatore dei Comuni firmatari del Contratto di Fiume, per la promozione di un uso sostenibile della risorsa idrica e alla tutela dell’ecosistema fluviale della Pesa, con affidamento da parte di AIT della realizzazione del “Bilancio idrico su base modellistica del corpo idrico della Pesa” per 40.800 €;
3. Alleanza per il Fiume con l’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale, finalizzata alla realizzazione di attività educative, formative e sociali, e di opere di protezione sul torrente Turbone per la non dispersione e la raccolta delle plastiche e dei rifiuti presenti nei corsi d’acqua per complessivi 125.000 €;
4. realizzazione della grande area di laminazione di Prugnolaia/Ripalta incidente sulle aree fluviali planiziali di Montespertoli e Lastra a Signa; opera importante di mitigazione del rischio idraulico ma progettata con particolare attenzione agli ecosistemi il cui valore è di 2.750.000 €
5. realizzazione di quattro soglie a raso in bassa valle finanziato sull’avviso “Interventi in infrastrutture verdi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione del rischio idraulico” finanziato dall’Unione Europea sul Fondo di Sviluppo Regionale 2021-27, del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno. tra i Comuni di Montelupo e Lastra a Signa, che consentono di trattenere l’acqua in alcune zone anche nei periodi di siccità, preservando l’ecosistema fluviale e consentendo alla biodiversità di sopravvivere durante estati sempre più torride. Valore progettuale 350.000 € . Esse saranno pronte entro l’estate 2027 e sono collocate all’altezza della zona sportiva di Montelupo, a monte della foce del Torrente Turbone, tra Montelupo e Lastra a Signa, tra il ponte della Fi-Pi-Li e lo sbocco del rio Ricavolo, tra Montelupo e Lastra a Signa, a San Vincenzo a Torri, a valle del ponte del Turco, tra Scandicci e Montespertoli.
«La costruzione del nuovo pozzo di Acque SpA a Montelupo è stata funzionale a evidenziare l’evidente frizione tra necessità di acqua per rispondere ai bisogni umani e il principio costituzionale di tutela degli ecosistemi e della biodiversità. Ciò ha contribuito a costruire una diffusa consapevolezza sull’estrema fragilità del torrente Pesa, tanto che i soggetti competenti, nell’ambito del Contratto di Fiume, sono intervenuti tutti prontamente in suo soccorso. Per questo li ringrazio.», afferma il Sindaco, Simone Londi.