Disturbi del comportamento alimentare. L’intervista al dottor Stefano Lucarelli

11 Marzo 2022

Il 15 marzo ricorre la giornata del fiocchetto lilla, dedicata ai disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. Una problematica che a seguito della pandemia riguarda un numero crescente di persone, in prevalenza donne e che rappresenta la seconda causa di morte per le donne fino a 40 anni.

Abbiamo intervistato a questo proposito il dottor Stefano Lucarelli

A seguito dell’emergenza sanitaria sono aumentati i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione?

Purtroppo dopo la pandemia i dati di incidenza dei disturbi del comportamento alimentare sono drammaticamente peggiorati. Tutte le ricerche nazionali e internazionali evidenziano un incremento del 30% circa dei nuovi casi e purtroppo anche una riaccensione di casi che avevano raggiunto un’accettabile stabilità e per altro un peggioramento della presentazione clinica: vediamo pazienti più gravi e anche più giovani.

A quale età compaiono i disturbi del comportamento alimentare?

Il picco di incidenza si registra intorno alle scuole medie-superiori, quindi terza media, prima superiore: si manifestano disturbi di natura restrittiva, come riduzione dell’apporto calorico necessario. Molti studi, tuttavia, indicano che in questo ultimo periodo i disturbi compaiono più precocemente, intorno ai 12 anni.

Quali sono i primi campanelli di allarme?

Questa è una domanda complessa perché queste problematiche hanno un esordio abbastanza subdolo e quindi è difficile accorgersene anche per occhi esperti. Quello che raccomandiamo ai genitori è di cercare di notare se ci sono anomalie del comportamento nelle ragazze, diversità rispetto a prima soprattutto dopo pranzo, oppure se compaiono umore instabile, depressione.

Si assiste mediamente un mutamento delle abitudini: le ragazze sono più cupe, meno brillanti, con sbalzi di umore e poi con l’andare della malattia compare un atteggiamento sempre più selettivo sugli alimenti, fino ad arrivare a quando la malattia è conclamata a un’eccessiva preoccupazione per il peso e per la forma corporea.

La Asl Toscana centro ha un servizio specifico. Come funziona e come è possibile entrarci in contatto?

La Asl Toscana centro ha un servizio che riguarda tutta l’area e che lavora su due sedi, ad Empoli e al Palagi a Firenze; l’accesso avviene in base alla vicinanza.

L’accesso avviene tramite una mail da inviare all’indirizzo distrubi.alimentari@aslcentro.toscana.it nella quale si richiede una prima visita, si specificano i dati anagrafici e un recapito telefonico e poi le segretarie del servizio contattano la paziente per fissare un appuntamento.

Il servizio prevede un intervento ambulatoriale specialistico e in questo contesto vengono fatti i così detti “pasti assistiti”: momenti in cui le ragazze sono invitata a mangiare e a riprendere confidenza con l’alimentazione equilibrata, assumendo cibi che loro da tempo hanno eliminato dalla propria dieta, come i carboidrati e a gestire anche l’ansia e la preoccupazione.

Sono affiancate da personale specializzato, una psicologa e una dietista.

I disturbi del comportamento alimentare non si curano con i farmaci che possono solo alleviare aspetti “collaterali” a questo tipo di malattie come crisi di ansia o umore depresso; l’intervento più efficacie è quello psicoterapico, ovviamente mirato.

La famiglia in molti casi si sente responsabile della malattia; è opportuno sfatare questa opinione?

Rispondo molto volentieri a questa domanda; ormai studi decennali a livello mondiale hanno confermato in maniera definitiva che i familiari non sono la causa dei disturbi alimentari, noi lavoriamo in alleanza con i familiari, sono una risorsa per il trattamento. Sono coinvolti per fare fronte comune per supportare i figli.