Ex Cinema Risorti: in arrivo 270.000 euro dal Ministero della cultura

17 Dicembre 2021

L’area che ospitava l’ex Cinema Risorti ha numerose potenzialità ed è intorno ad essa che è stato pensato un progetto di rigenerazione urbana, premiato anche dal Ministero dei Beni Culturali che ha stanziato per tale progetto 270.000 euro del Fondo per la Cultura

Del progetto si parla da tempo ed è ritenuto dall’amministrazione una priorità tanto che per realizzarlo si è lavorato su due fronti: è stato realizzato e finanziato il progetto e nel contempo lo stesso progetto è stato candidato per i finanziamenti del Ministero.

I lavori dovrebbero partire all’inizio del 2022 e l’obbiettivo è arrivare alla conclusione dell’intervento entro la prossima estate.

Si tratta di un intervento di recupero in chiave contemporanea di uno spazio storico.

Il cinema fu edificato intorno al Settecento, dopo il recupero attuato tra il 1821 e il 1825 è divenuto teatro dall’Accademia dei Risorti

la costruzione aveva la caratteristica forma ad “U” e presentava una platea, due ordini di palchi e un loggione.
Il teatro ospitò spettacoli teatrali dal 1825 al 1912, quando iniziarono anche le prime “pubbliche rappresentazioni cinematografiche ogni giorno festivo”, funzione che acquisì in modo quasi esclusivo dopo un intervento di restauro del 1930. Gli ultimi lavori sulla struttura risalgono al 1953.
Nel maggio 2013, a causa di importanti eventi atmosferici è avvenuto il cedimento di una capriata della struttura di copertura che ha fatto crollare una parte del tetto.

Il progetto di riqualificazione approvato tiene conto sia della storia del complesso, sia delle recenti funzioni che sono state sperimentate.

L’obiettivo è che tale spazio possa essere utilizzato per funzioni varie nei diversi periodi dell’anno.
In estate come arena estiva per concerti e cinema e in inverno come spazio chiuso da destinare a centro socio culturale e centro giovani.

A fare la differenza è l’uso dello spazio coperto della ex platea, che in inverno fungerà da sala polivalente, chiusa e riscaldata, per l’attività di centro giovanile e d’estate tornerà ad essere una vera e propria platea in continuità con lo spazio scoperto (già platea del vecchio cinema).

Ciò è possibile grazie a vetrate scorrevoli poste a delimitare l’area coperta da quella scoperta. L’ingresso principale sarà sempre da via Baccio da Montelupo.

La zona del palco e dei locali ad esso collegati verrà riorganizzata con l’eliminazione dei servizi igienici esistenti, modifica delle scale di accesso al livello superiore, demolizione e ricostruzione del palco con una nuova struttura. Le gradinate della ex galleria al livello superiore saranno demolite per permettere il consolidamento del solaio inclinato e rimodulate in base ad una migliore geometria per la visibilità del palco. Sulla parte alta delle gradinate è prevista l’installazione della cabina di regia con struttura leggera prefabbricata.

Per conservare la magia di questo luogo e per mantenere le suggestioni della struttura originaria, gli interventi sui muri perimetrali e sullo spazio aperto saranno minimali.

«Il recupero dell’ex Risorti è importante per Montelupo sotto tanti punti di vista – afferma il sindaco Paolo Masetti e prosegue – In primo luogo creiamo un attrattore nel centro storico che siamo certi avrà una ricaduta positiva anche per le attività circostanti. Destiniamo questo luogo a funzioni culturali e in particolare dedicati ai giovani, una fascia della popolazione che ha Montelupo trova pochi luoghi dedicati (fatta eccezione del MMAB). Saniamo una ferita urbanistica nel cuore del nostro paese.

Quanto sopra lo abbiamo già detto a più riprese, ciò che oggi possiamo evidenziare è che la nostra idea è stata ritenuta talmente valida da giungere ai primi posti fra i progetti finanziati del Fondo della Cultura. Un altro progetto che si aggiunge ai tanti che nel corso di questo anno siamo riusciti a sostenere e realizzare grazie a fondi esterni.

In momenti in cui le finanze pubbliche sono risicate è necessario trovare forme di sostegno integrative, a Montelupo l’attività capillare di fundrising è una certezza. Ciò è possibile perché abbiamo validi progetti già pronti. Progetti che sono il risultato di un’attenta attività di pianificazione e che spesso sono interconnessi».