Montelupo ricorda le vittime dell’immigrazione: una serata di memoria e riflessione

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Ai Giardini di Turbone di Montelupo Fiorentino l’iniziativa “Racconti e fiori che il fiume porterà al mare”. Al termine della serata, i partecipanti hanno affidato al fiume i fiori in memoria delle vittime di Lampedusa, Cutro e delle altre rotte.

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05 Ottobre 2026

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Una serata di memoria e riflessione, costruita attraverso le parole, l’arte e un gesto simbolico condiviso. Si è svolta sabato 3 ottobre, ai Giardini pubblici di Turbone, l’iniziativa “Racconti e fiori che il fiume porterà al mare”, organizzata dal Comune di Montelupo Fiorentino in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.

L’appuntamento ha visto una partecipazione significativa da parte della cittadinanza, che ha seguito gli interventi alla luce delle candele, molte delle quali distribuite all’inizio della serata insieme all’invito a portare un fiore da affidare successivamente al fiume.

La serata si è aperta con i saluti del sindaco Simone Londi e l’intervento della vicepresidente e assessora alla Pace della Regione Toscana Mia Diop, che ha richiamato l’importanza di mantenere viva la memoria delle persone che hanno perso la vita lungo le rotte migratorie. A seguire sono intervenuti l’assessora alla Cultura, MMAB e Sistema Museale Aglaia Viviani, l’assessora alle Politiche sociali Stefania Fontanelli e i consiglieri comunali Martina Meoli e Alessio Toccafondi.

«Vedere questa partecipazione per un’iniziativa così significativa è molto importante. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno partecipato. La presenza di Mia Dop, Vicepresidente e Assessora alla Pace della Regione Toscana, è stata la testimonianza del valore di appuntamenti come questi, in grado di far riflettere e soprattutto ricordare»

spiega il Sindaco di Montelupo Fiorentino, Simone Londi.

Particolarmente significativo è stato anche il momento dedicato all’arte. L’artista Monica Antonelli ha presentato Cutro. Mani vuote, opera in terracotta patinata realizzata in memoria delle vittime del naufragio di Cutro. L’opera, illuminata nel buio della serata, ha accompagnato la riflessione sul significato della memoria e sul valore dell’arte come strumento per raccontare tragedie che continuano a interrogare la coscienza collettiva.

Ampio spazio è stato poi dedicato alle realtà associative che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. Sono intervenuti ANPI, rappresentata da Andrea Bellucci e Anna Gennai, AUSER, con la presidente Annalisa Nozzoli, il Circolo ARCI Il Progresso, con il presidente Giovanni Vanni, il Circolo di lettura Luis Sepúlveda, e il Circolo Moreno Gracci di Turbone, con il saluto di Simone Vaiani. La serata si è conclusa con l’intervento di Giulia Fiorini, che ha affidato ai presenti una riflessione personale sul significato della memoria e dell’incontro.

Il filo conduttore della serata è stato il ricordo dei naufragi di Lampedusa e Cutro, ma anche delle tante persone che hanno perso la vita lungo altre rotte migratorie.

«Il tema delle migrazioni riguarda direttamente anche la nostra storia. Tra il 1876 e il 1976, più di 11 milioni di italiani attraversarono l’Oceano Atlantico alla ricerca di lavoro e di una vita migliore, affrontando settimane di viaggio in condizioni difficili. Molti non arrivarono mai a destinazione e, durante quelle traversate, furono numerose le tragedie in mare. Ricordare questa storia significa anche riconoscere quanto il fenomeno delle migrazioni faccia parte della nostra memoria collettiva e delle vicende di tante famiglie italiane»

ha detto Lorenzo Nesi , Assessore alla memoria e alla pace del Comune di Montelupo Fiorentino.

Al termine degli interventi, i partecipanti si sono incamminati con le candele attraverso il Ponte della Volontà sul Turbone, raggiungendo la passerella sulla Pesa. Qui si è svolto il momento conclusivo dell’iniziativa: i fiori portati dai partecipanti sono stati affidati simbolicamente al fiume, accompagnati dai pensieri e dalle preghiere rivolti alle vittime di Lampedusa, Cutro e delle altre rotte migratorie.

Un gesto semplice, ma condiviso, per trasformare la memoria in un momento collettivo e continuare a ricordare le persone che hanno perso la vita durante il viaggio verso una nuova possibilità di vita.

Ultimo aggiornamento: 05/10/2026, 14:18

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