Prosegue il percorso del Comune di Montelupo Fiorentino verso una gestione del territorio in armonia con la natura. L’amministrazione comunale, in seguito alla sperimentazione partita nel 2023, conferma l’adozione del metodo di “sfalcio ridotto” su alcune specifiche aree verdi, per modificare anche culturalmente il modo di concepire e prendersi cura dei prati cittadini.
Lasciar crescere l’erba più del solito non è segno di trascuratezza, ma una precisa strategia ambientale. Diminuire la frequenza dei tagli in determinati periodi dell’anno permette di rispettare i naturali cicli biologici della vegetazione e offre protezione alla fauna. Questa pratica favorisce lo sviluppo della biodiversità, offrendo rifugio e nutrimento agli insetti impollinatori (come le api), migliora la salute del terreno evitandone la desertificazione e riduce l’impatto climatico e ambientale legato all’uso continuato di tagliaerba e decespugliatori.
Il tutto avviene sempre garantendo decoro e sicurezza urbana: lungo i perimetri delle aree interessate, contrassegnate da apposita cartellonistica, viene comunque mantenuta una fascia di rispetto di circa un metro e mezzo dalle percorrenze dove l’erba verrà mantenuta bassa.
La rimodulazione degli sfalci ha una durata temporale ben definita: va da ottobre a giugno. Durante questo periodo la frequenza dei tagli viene ridotta e regolata in base all’andamento climatico stagionale e alla crescita effettiva del manto erboso. Al di fuori di questa finestra temporale (ovvero nei mesi estivi, da luglio a settembre), il servizio di manutenzione riprende i ritmi regolari su tutto il territorio, mantenendo il manto erboso ad altezze standard anche per ridurre il rischio incendi. Per i tagli viene utilizzata la tecnica del mulching, che sminuzza finemente l’erba lasciandola sul terreno come nutrimento naturale del suolo.
Le zone individuate sul territorio comunale sono le quattro dello scorso anno:
• Area tra il ponte della SP12 sulla Pesa e i campi da calcio Brandani Bartalucci;
• Area tra la SP12, il parcheggio del palazzetto dello sport e il rio Rimicchiese;
• Area del Parco dell’Ambrogiana tra il Museo Archeologico e Banchino;
• Aree marginali nei giardini piazza Don Morara a Fibbiana.
I cartelli informativi spiegheranno a passanti e residenti i benefici ambientali di questa scelta, avvicinando i cittadini verso una diversa percezione della natura e del verde urbano.
«I prati sfalciati con minor frequenza consentono a un’ampia varietà di specie vegetali di svilupparsi e, dopo alcuni anni di assestamento, diverranno ‘stabili’. Le tante fioriture che li ripopolano, come già accade in cassa d’espansione di Turbone, terranno a freno le specie a rapida crescita, tanto da quasi annullare le necessità di taglio: è investimento pluriennale per cui serve capacità di osservazione e pazienza»
afferma l’Assessore alle politiche ambientali di mitigazione e adattamento climatico, Lorenzo Nesi.