L’Amministrazione comunale, in accordo con la USL Toscana Centro, intende richiamare l’attenzione sulla figura di Franco Basaglia, protagonista di una delle più importanti trasformazioni culturali e sociali nella storia della sanità italiana. Nato a Venezia nel 1924, Basaglia ha rivoluzionato il modo di intendere la psichiatria, mettendo in discussione il sistema manicomiale fondato sulla segregazione e sulla perdita dei diritti. Al centro del suo pensiero ha posto la persona, la sua dignità e il diritto a essere curata e accompagnata nel proprio contesto di vita.
Attraverso le esperienze maturate negli ospedali psichiatrici di Gorizia e Trieste, Basaglia ha promosso un modello basato sull’ascolto, sull’inclusione e sulla responsabilità condivisa tra servizi sanitari e comunità. Questo percorso ha portato all’approvazione della Legge 180 del 1978, che ha sancito la chiusura dei manicomi e l’avvio dei servizi di salute mentale sul territorio, rendendo l’Italia un riferimento internazionale nel campo dei diritti umani.
A testimonianza di questo legame etico e ideale, si ricorda l’evento simbolico del 2003, quando la città divenne teatro dell’incontro tra “Marco Cavallo” — scultura in cartapesta nata a Trieste nel 1973 come vessillo della liberazione dei pazienti — e il “Drago di Montelupo”, opera collettiva realizzata dagli internati dell’OPG locale. Tale incontro, mediato dal regista Giuliano Scabia, ha rappresentato un momento di altissimo valore civile, finalizzato a denunciare le condizioni di isolamento e a invocare, attraverso il linguaggio dell’arte e della partecipazione, l’abbattimento di ogni muro fisico e culturale.
La delibera sarà poi inviata alla Prefettura per l’autorizzazione, che si esprime tramite decreto.
L’edificio di viale Cento Fiori, progettato dall’architetto Marco Dezzi Bardeschi e inaugurato a metà degli anni ’90, si caratterizza per una struttura eclettica e facilmente riconoscibile. Per anni ha avuto la funzione di Distretto Socio Sanitario.
Con una superficie complessiva di 1.200 mq distribuiti su tre piani fuori terra oltre ad un piano interrato, anche successivamente alla ristrutturazione sarà destinato a ospitare funzioni socio sanitarie e amministrative.
Nel dettaglio, al piano interrato saranno collocati locali tecnici, depositi e archivi; il piano terra accoglierà attività amministrative, un’area accoglienza con personale di segreteria e CUP. Sempre al piano terra sono previsti un locale per la continuità assistenziale, per l’attività infermieristica, un punto prelievi, l’infermiere di famiglia, lo spazio per attività di empowerment dei pazienti in particolare per i percorsi della cronicità e locali di servizio.
Quindi al primo piano ambulatori medici per l’attività dei medici di medicina generale.
Al secondo piano trovano spazio gli ambulatori per le visite specialitiche, i servizi sociali alla persona e alla famiglia, le attività per i programmi di screening e vaccinazioni, il collegamento informatico con rete aziendale, la strumentazione diagnostica per servizi diagnostici di base, un ambulatorio ostetrico quindi un ambulatorio specialistico per l’oculistica, la cardiologia e l’allergologia.
L’intervento di riqualificazione, avviato a novembre 2023, dovrebbe essere concluso entro il marzo di questo anno.
«La Casa di Comunità diventerà un punto di riferimento per i cittadini di Montelupo. Come Giunta prestiamo particolare attenzione ai nomi che diamo agli spazi e ai luoghi. Sono portatori di un messaggio. Abbiamo riflettuto a lungo a chi intitolare la casa di Comunità. Ci è sembrato particolarmente significativa la scelta di Franco Basaglia che è stato pioniere nell’approccio alla malattia mentale, fino alla chiusura dei manicomi. Una storia che si intreccia con quella di Montelupo.», afferma l’assessora al sociale Stefania Fontanelli