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La ceramica di Montelupo disseminata in tutto il mondo.

Se ne parla in un convegno il 2 dicembre


La maiolica montelupina, non solo è esposta nei principali musei europei, ma si trova anche su palazzi e facciate del Mediterraneo e non solo
Qualcuno, durante un viaggio in Grecia, si sarà trovato ad ammirare maioliche conosciute e magari a pensare che ricordavano quelle prodotte a Montelupo. Non si tratta di similitudini. Ceramiche prodotte nella cittadina toscana si trovano sulle facciate dei palazzi a Rodi, a Cipro e  persino in un arco delle grandi meteore.


È lo stesso direttore scientifico del Museo, Fausto Berti a porre l’attenzione su questo aspetto: «Negli anni abbiamo concentrato il nostro interesse  sulla musealizzazione della ceramica di Montelupo nei più importanti centri espositivi europei. È un elemento  di indubbio rilievo, ma se prendiamo in considerazione l’utilizzo in architettura delle nostre maioliche la portata è ancora più impressionante.
Montelupo era uno dei centri di produzione più attivi di tutto il Mediterraneo; oggetti e mattonelle qui prodotti attraverso le rotte mercantili raggiungevano, l’Europa e oltre per essere utilizzati come come elementi figurativ sugli edificii. Ecco spiegata la ragione della presenza delle nostre ceramiche in Grecia.
Potrei portare come esempio anche la presenza degli  Arlecchini anche sulle facciate di numerose chiese in Sardegna. Tutto ciò rappresenta un interessante filone di indagine che necessita tuttavia di un investimento di risorse economiche ».


La ricerca volta a indagare come la ceramica di Montelupo sia stata utilizzata in architettura rappresenta una prospettiva per il futuro. Il 2 dicembre invece si terrà il secondo convegno internazionale volto a indagare la presenza delle maioliche montelupine nei musei di tutto il mondo.  Sono previsti interventi di curatori di centri espositivi francesi, tedeschi e spagnoli.


«Come è noto uno dei simboli della nostra produzione, “la falconiera”, è esposta nel museo delle arti decorative di Berlino, ma l’elenco delle collezioni che ospita oggetti realizzati nella nostra città è lunghissimo. In Francia si trovano ceramiche di Montelupo nei musei di Lione, Rouen, Limoges. Nutrita è la presenza delle nostre maioliche nei paesi di influenza anglosassone, in Scozia e  persino a Città del Capo.
Tale situazione rende perfettamente conto dell’importanza di questo centro produttivo, ma anche delle reti commerciali dell’epoca», prosegue Berti.

Una valorizzazione della produzione Toscana che si sviluppò in una prima fase – collocabile dal XVII al XVIII secolo – grazie al fenomeno culturale, il Grand Tour, che fece dell’Italia la meta agognata dei viaggi intrapresi dai giovani europei al fine di consolidare la cultura classica ricevuta nei loro paesi d’origine. È proprio con il moltiplicarsi di questi percorsi di formazione, che la ceramica smaltata inizia ad assumere un ruolo significativo tra i documenti che si usava raccogliere quale tangibile “ricordo” della residenza italiana.

Firenze, rappresentando – assieme a Venezia e a Roma – una delle tappe principali del “turismo culturale” del Grand Tour, sviluppò, ad iniziare dalla seconda metà dell’Ottocento, assieme ad una moderna offerta museale, anche uno specifico mercato antiquario, volto a soddisfare la nuova richiesta che dall’estero faceva capo alle grandi risorse artistiche medievali – ancora prive di una tutela specifica – ancora presenti nelle case delle famiglie nobiliari e delle istituzioni ecclesiastiche toscane.

Il convegno previsto per il 2 dicembre 2016 inizierà alle 9.30 e si terrà presso la sede del Gruppo Archeologico di Montelupo in via Gramsci, 67.  
Segreteria organizzativa Museo Montelupo: Tel. 0571/51352;  info@museomontelupo.it

Programma degli interventi
Ore 9.30 – Registrazione dei partecipanti e welcome coffee
SESSIONE I
Introduce e coordina: Fausto Berti, Responsabile scientifico del patrimonio archeologico del Comune di Montelupo Fiorentino
Ore 10.00 – Saluti del Presidente della Fondazione Museo Montelupo Onlus, Arch. Luigi Ulivieri
Ore 10.30 – Cristina Gnoni Mavarelli, Storica dell’Arte, Direttrice Cenacoli di Ognissanti e di Andrea del Sarto, Galleria Mozzi Bardini, Villa Medicea di Cerreto Guidi, Polo Museale Regionale della Toscana
Ore 11.15 – Thierry Crépin – Leblond, Musée de la Renaissance, Ecouen
Ore 12.00 – Laurence Tillard, Musée National de la Cèramique, Sèvres
Ore 13.00 – Pranzo al Museo della Ceramica (Piazza Vittorio Veneto 11)
Ore 14,00 – Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino (via Baccio da Montelupo 45). Visita alla Mostra “La Ceramica prende forma – Fancello, Fabbri, Fontana, Leoncillo, Melotti, Recalcati” e Doppia personale di Bruno Ceccobelli e Marco Ulivieri, a cura di Marco Tonelli.
SESSIONE II
Ore 15:30 – Josep A. Gisbert Santonja, Director Museu Arqueològic De Dénia
Ore 16.15 – Claudia Kanowski, Kunstgewerbemuseum, Berlin
Ore 17.00 – Coffee Break
Ore 17.15 – Conclusioni di Fausto Berti, Responsabile scientifico del patrimonio archeologico del Comune di Montelupo Fiorentino
Ore 18:00 – Saluti di Paolo Masetti, Sindaco di Montelupo Fiorentino



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