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Un museo per tutti: quando l’arte diventa accessibile

Creato Martedì, 20 Settembre 2016 11:15
Ultima modifica il Lunedì, 26 Settembre 2016 07:49
Pubblicato Martedì, 20 Settembre 2016 11:15

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer il MMAB ospiterà l’ultimo incontro del progetto “Racconti di ceramica. Percorsi di narrazione creativa nei musei per anziani fragili”

Alzheimer e demenza senile ci spingono a confrontarci con uno degli aspetti che più spaventa l’uomo: la perdita del nostro sapere, dell’intelletto, della capacità di comunicare ed entrare in relazione con gli altri; in definitiva della nostra identità.

Nella Giornata Mondiale dell’Alzheimer - che ricorre domani 21 settembre - a Montelupo Fiorentino si terrà l’ultimo appuntamento di un progetto sperimentale che propone un approccio innovativo nei confronti delle persone affette da questa patologia.

Il progetto “Racconti di ceramica” prende spunto da un metodo elaborato dalla professoressa Ann Davis Bastino, direttrice del Center on Age & Community dell’Università del Wisconsin. Tale approccio aiuta le persone affette da demenza a esprimere la propria creatività attraverso la costruzione di storie a partire da immagini, oggetti, opere d’arte: piuttosto che a ricordare le persone vengono stimolate a immaginare.

Il percorso nasce dalla collaborazione fra il MMAB, il Museo Archeologico di Montelupo Fiorentino e il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino insieme alla RSA “Il Castello”.

Ha visto la partecipazione di alcuni ospiti della Casa della Memoria di Montelupo e di persone che abitano in casa propria e che hanno partecipato insieme a familiari e assistenti domiciliari.

Sono stati organizzati cinque incontri, tre all’interno della RSA e due presso il Museo della ceramica. Le attività sono state gestite da operatrici geriatriche e da operatori museali specializzati.

Alle persone è stata proposta una vera e propria visita dei musei, con la particolarità che le opere d’arte sono diventate occasione per dare sfogo alla propria creatività, attraverso un percorso di facilitazione alla condivisione di emozioni e racconti personali. Le voci dei partecipanti sono state raccolte e restituite loro attraverso una narrazione condivisa.

«Portare le attività all’interno di un museo vuol dire prima di tutto offrire agli anziani e a chi se ne prende cura l’opportunità di uscire dall’isolamento. Significa restituire dignità alla persona malata, che si ritrova così inserita in una normale rete sociale e culturale; vuol dire anche offrire ai loro familiari un’occasione per migliorare la qualità della vita attraverso l'incontro e l'apprendimento mi nuovi stili comunicativi. Non a caso abbiamo organizzato l’ultimo incontro di questa prima fase sperimentale proprio nella giornata mondiale dell’Alzheimer. Il nostro auspicio è quello di mettere a sistema questa esperienza e da Montelupo estenderla a tutto il territorio», spiegano le educatrici geriatriche.

Nell’intero progetto si inserisce anche una riflessione sul ruolo dell’arte, della cultura e dei musei: occorre ripensarne la funzione in una prospettiva di coinvolgimento di pubblici diversi ed eterogenei.

Non è un caso che sia il Museo della Ceramica che il BeGo di Castelfiorentino siano stati congeniati per essere accessibili anche a persone con disabilità.

Entrambi hanno percorsi di visita pensati per non vedenti e ipovedenti, supporti tattili e didascalie in braille. Anche il Museo Archeologico di Montelupo intende porsi come luogo della comunità e quindi aprirsi a pubblici eterogenei con caratteristiche anche molto differenti fra loro.

Il MMAB si farà quindi promotore e portavoce della proposta di allargare questa l’esperienza pilota ai musei dell’Empolese-Valdelsa.

«Il progetto “Racconti di ceramica” suggerisce un approccio nuovo nei confronti di una malattia altamente invalidante come l’Alzheimer e nel contempo nel modo con cui noi concepiamo i luoghi della cultura. – afferma l’assessore alle politiche sociali, Marinella Chiti - Non esiste più un “pubblico” unico a cui rivolgerci, ma tanti pubblici con esigenze anche molto lontane fra loro e lo stesso pezzo di ceramica può avere molto da dire allo studioso, come all’anziano affetto da deficit cognitivo. Chi gestisce tali strutture deve porsi in questa prospettiva e come istituzioni dobbiamo garantire pari opportunità di accesso a tutti i nostri i cittadini. Il nostro intento è ovviamente quello di proseguire e di individuare le risorse necessarie per mettere a sistema l’intervento.

Diamo così anche una risposta a tutte quelle famiglie che quotidianamente si trovano a dover fronteggiare il disagio e l’isolamento di chi vive con persone affette da deficit cognitivo».

Occorre evidenziare, infine, che nell’intero percorso sono stati coinvolti numerosi soggetti della comunità: L’azienda sanitaria Toscana Centro, le associazioni Auser, Pubblica Assistenza, Aima, Avo, Misericordia, ANNA e anche Unicoop-Sezione Soci Coop Empoli; oltre, ovviamente alla RSA il Castello, i due musei di Montelupo e il Museo BeGo