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27 gennaio 2016 – GIORNO DELLA MEMORIA

È accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo (Primo Levi)

Sono trascorsi ormai ben 71 anni dalla liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, il 27 gennaio del 1945. Con il passare del tempo sono andati scomparendo i testimoni diretti e anche le generazioni successive.

Un fatto che comporta un allontanamento emotivo dalla tragica esperienza non solo dei campi di sterminio ma di tutta la sequela sanguinosa della seconda guerra mondiale. Un’implicazione inevitabile, che sarà sempre più evidente con il trascorrere degli anni.

La deportazione, lo sterminio, i 60 milioni di morti del conflitto sono destinati a divenire sempre di più fatti storici e sempre di meno eventi che riguardano la collettività..

Sono quindi indispensabili due diverse azioni, che necessitano però di un approccio unico.
Da una parte è necessario valorizzare e incentivare la conoscenza delle vicende storiche: non si può costruire nessuna memoria senza lo studio e l’approfondimento. Nel contempo è però necessario riuscire a distillare da quegli eventi alcune indicazioni per la società contemporanea; estrapolare valori universali, ancora oggi validi.

Si tratta di un metodo complesso e, probabilmente, anche faticoso, ma che rispetto a percorsi o meramente storici (che rischiano di inaridire un materiale in realtà ancora incandescente) o legati solo all’aspetto emozionale (che, al contrario, possono favorire un approccio superficiale e quindi estremamente evanescente) può avere il vantaggio di coniugare conoscenza ed emozione, permettendo di andare sia in profondità che allargare la superficie.

Il programma che il Comune di Montelupo ha realizzato per quest’anno, in collaborazione con l’Istituto comprensivo e con L’associazione cinema Teatro “Mignon” va esattamente in questa direzione.

La mattina del 27 gennaio, presso l’auditorium scolastico di Via Caverni, Graziano Bellini, Letizia Grazzini e il Gruppo FDMDB Fucecchio realizzeranno un evento dedicato alla strage del Padule di Fucecchio,.

La sera alle ore 21.00 presso il Cinema Mignon è prevista per la cittadinanza la proiezione del film “Il figlio di Saul” incentrato su una delle più tragiche figure dei campi di sterminio: il Sonderkommando.

I due appuntamenti sono focalizzati sue due facce, spesso trattate in maniera diversa, ma che rispecchiano un mondo e un modus operandi non separabile. Da una parte la strategia della terra bruciata che portò alle terribili stragi compiute in Italia ad opera delle truppe dell’esercito tedesco in ritirata, dall’altra le operazioni di sterminio compiute nei campi.

Pur rispondendo a logiche diverse (militari le une, razziali le altre) esse facevano parte di un unico mondo che, in nome di ragioni superiori, calpestava, con indifferenza, la vita umana.

Ecco, se un insegnamento è possibile trarre da quelle lontane vicende è questo. Quando si mette da parte, per motivi più o meno nobili (ma sempre tali sono per chi propone), il valore della vita umana, quando si mettono in conto “danni collaterali” a margine di un ragionamento puramente contabile. Quando si gioisce per la morte o la sofferenza dell’avversario, dobbiamo aprire gli occhi e drizzare le orecchie, perché, anche se la storia non si ripete mai nello stesso modo, ci deve essere di monito la frase di Primo levi “È accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo”.

L’iniziativa è promossa dal comune di Montelupo in collaborazione con ANPI e ANED.
Per informazioni – a.bellucci@comune.montelupo-fiorentino; 0571/917552



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