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Quando Montelupo era francese

Una mostra virtuale ripercorre il periodo fra il 1808 e il 1814 in cui la città era sotto il diretto controllo di Napoleone.

Pochi anni della storia d’Italia e di Montelupo che hanno inciso in maniera importante sulla storia del paese e che sono stati ricostruiti grazie ad una ricerca puntuale di archivio.

A come Armée, C come Coscrizione, F come Feste, M come Mairie, S come statistica e Stato civile, V come Vaiolo e Vaccinazione….

È questo l’alfabeto della “Montelupo Francese”: catalogo semplice e intuitivo che ricostruisce l’influenza che il controllo napoleonico ha avuto sulla città di Montelupo e non solo……

Montelupo e, come gran parte dell'attuale Toscana fece parte dell'Impero francese dal 1808 al 1814.

A partire dal 1808 Montelupo divenne così una Mairie, ossia una municipalità, che faceva parte del Circondario di Firenze che a sua volta faceva parte del Dipartimento dell'Arno, governati, rispettivamente, da un Sotto Prefetto e da un Prefetto, nominati direttamente da Napoleone.

Per quasi 7 anni gli abitanti di Montelupo condussero le loro esistenze seguendo le leggi e i regolamenti francesi, esattamente come facevano gli abitanti di un qualsiasi altro dipartimento posto nel cuore dell'Impero; l'unica differenza, infatti, è che si trattava di un pezzo di Francia lontano dalla capitale, da Parigi, posto, dal punto di vista francese, al di là delle Alpi, al pari degli analoghi dipartimenti del Piemonte e della Liguria e, più tardi, anche di Roma.

Dopo pochi mesi dall'annessione all'Impero, che risale al maggio 1808, una Giunta straordinaria si preoccupò di introdurre i primi ordinamenti francesi, abolendo gli ordinamenti precedenti, in modo che dal 1 gennaio 1809 potesse entrare pienamente in vigore il regime costituzionale francese.

A questo periodo risale la separazione territoriale (come oggi la conosciamo) fra il territorio di Montelupo Fiorentino e il comune di Capraia e Limite.

Difficile elencare anche solo le principali innovazioni che furono introdotte da tale regime: dall'abolizione del feudalesimo e dei titoli nobiliari alla sostanziale sottomissione della Chiesa allo Stato; dalla soppressione di gran parte degli enti religiosi o laici (come il potentissimo Ordine di Santo Stefano) alla nazionalizzazione e vendita dei loro beni; dalla perdita da parte della città di Firenze del ruolo di capitale che aveva avuto per secoli al cambiamento completo dell'organizzazione politica e amministrativa delle comunità locali.

Venne adottato un Codice civile, il cosiddetto Codice Napoleone, ispirato a principi come l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e come la sottrazione della proprietà privata a qualsiasi forma di vincolo. Venne introdotta la coscrizione obbligatoria e furono migliaia i giovani Toscani che in sette anni combatterono e morirono sui campi di battaglia di tutta l'Europa.

Furono profondamente cambiate l'istruzione, soprattutto quella superiore, la sanità e le forme di assistenza; venne introdotto un regime di stretta sorveglianza da parte delle autorità locali e della polizia sulla popolazione.

Come furono vissuti tutti questi cambiamenti in una comunità toscana come quella di Montelupo? Ed è possibile farsene un'idea attraverso le carte dell'archivio storico comunale?

Dalla risposta positiva alla seconda domanda è scaturito il progetto di procedere ad una prima ricognizione delle migliaia di documenti che si riferiscono a questo periodo e, quindi, una volta valutati i risultati di questa ricognizione, è sorta l'idea di realizzare una mostra fondamentalmente virtuale e, in minima parte.

«Gli archivi dei comuni raccontano storie, spesso sconosciute; ricostruiscono le vicende di un paese e di una città. Perdersi un questi luoghi fuori dal tempo è un po’ come andare a recuperare le radici di una comunità.

Il MMAB, non ce lo dimentichiamo, ha in sé anche un’importante componente archivistica.

L’iniziativa “Montelupo Francese”, che ricorda il periodo napoleonico italiano, ha l’intento di divulgare un aspetto che altrimenti rimarrebbe appannaggio solamente di studiosi e appassionati.

Questa piccola mostra è stata pensata per essere accessibile a tutti e per offrire la possibilità di scoprire e riscoprire elementi di una storia che ci accomuna», afferma il sindaco Paolo Masetti

Sabato 20 dicembre alle ore 17.00 presso il MMAB (piazza Vittorio Veneto, 11 – Montelupo) di terrà un momento di presentazione della mostra.

In questo contesto Massimo Nardini, dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l'Università degli studi di Firenze, offrirà un quadro complessivo dell’influsso napoleonico sulla Toscana, per poi passare la parola al curatore della mostra Massimo Alderighi che si soffermerà sulla realtà montelupino.

Prevista anche una lettura di brani a cura di Cristina Trinci. Saranno proposti degli estratti dal libro da “Un cappello pieno di ciliegie” di Oriana Fallaci. Nel volume uscito postumo nel 2008 la scrittrice ricostruisce la sua storia familiare e in questo contesto dedicata ampio spazio al periodo napoleonico della Toscana, offrendone un ritratto interessante….







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