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Addio a Gelasio Lotti: la "mota" era la sua vita

Il ricordo commosso del sindaco Paolo Masetti: entusiasta e appassionato della lavorazione della terracotta non si è mai risparmiato, anche durante la Festa della Terracotta quando sorridente lo vedevi creare a un orcio gigantesco.

Montelupo piange oggi Gelasio Lotti, uno dei più celebri terracottai della città. Il figlio Marco Lotti racconta come amasse sottolineare: "la mota è la mia vita!".

Come dargli torto. Basta pensare che giovanissimo è entrato a lavoro nell'azienda di famiglia fondata dal padre e dallo zio;  ma già suo nonno, che si chiamava anche lui Gelasio, era un terracottaio.

Un connubio, quindi, fra la famiglia Lotti e la terracotta che risale all'Ottocento.

L'azienda in un primo tempo realizzava mattoni e poi ha allargato la sua produzione a vasi, contenitori e grandi orci monumentali.

Al momento della pensione, nel 1996, Gelasio ha pensato bene di non abbandonare la sua passione per la terracotta, ma di trasferirla nell'associazione Unione Fornaci della Terracotta: nata ufficialmente nel 2001, aveva già cominciato ad operare nel 1994.

Una passione che ha regalato a Gelasio vitalità, basti pensare che fino al giugno scorso durante la Festa della ceramica era presente nello stand dell'associazione.

"Anche a settembre mio padre ha voluto partecipare alla Festa della terracotta e dei fischietti che viene organizzata alla Rotta, ma cominciava a dare i primi segni di stanchezza e non ce la faceva più a lavorare; tanto che di lì a poco è stato ricoverato in ospedale. Durante tutta la malattia ha ricevuto tante visite e dimostrazioni di affetto sincere. Sono suo figlio e forse è scontato che lo dica, ma era davvero un uomo buono, socievole che sapeva farsi volere bene", ricorda Marco Lotti.

"Con Gelasio se ne va una figura autentica per la nostra città, un uomo che rappresenta la memoria storica di Samminiatello e Montelupo. Conserverò il suo ricordo come quello di una grande persona che ha tenuto viva la tradizione della terracotta e non posso certo dimenticare tutte le volte che l'ho visto intento a modellare un grande orcio, con il sorriso sul volto e sempre pronto alla battuta. Ho già avuto modo di fare personalmente le mie condoglianze alla famiglia, ma desidero farle pubblicamente a nome della città che rappresento e di tutta l'Amministrazione", afferma il sindaco di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti.



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