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Nuovo MMAB: da metà febbraio l’inizio effettivo dei lavori; avranno la durata di 60 giorni

Creato Lunedì, 03 Febbraio 2014 14:46
Ultima modifica il Lunedì, 03 Febbraio 2014 14:46
Pubblicato Lunedì, 03 Febbraio 2014 14:46

Un unico centro per valorizzare la cultura del territorio: il nuovo MMAB presto diventerà una realtà; è, infatti, concluso l’iter autorizzativo con i pareri positivi di Sovrintendenza e Regione Toscana.

Il parere della Sovrintendenza esprime una valutazione positiva e pone alcune condizioni per l’avvio dei lavori, pienamente in linea con l’idea iniziale.

Nel rispetto di quanto indicato i lavori partiranno entro la metà di febbraio e verosimilmente l’inaugurazione si terrà in primavera.

«Nei mesi scorsi sono usciti numerosi articoli e pareri con opinioni e illazioni di vario tipo; l’amministrazione ha scelto di non rispondere mai a queste sollecitazioni. Volevamo uscire pubblicamente solamente nel momento in cui eravamo certi di portare a compimento questo progetto.

Oggi possiamo dire ai nostri cittadini: il MMAB si farà. Montelupo Fiorentino avrà un nuovo istituto culturale che integra i diversi saperi e che sarà preso a modello anche da altre realtà.
Come concordato con la Regione Toscana fra fine marzo e i primi di aprile organizzeremo un convegno nazionale dedicato alla presentazione del nostro progetto e all’integrazione delle diverse funzioni culturali. Sarà quella l’occasione per entrare nel dettaglio del progetto e illustrare ulteriormente ai cittadini il senso della nostra scelta
», afferma l’assessore alla cultura Marzio Cresci.

Un valore culturale, quello del progetto del nuovo MMAB, ampiamente riconosciuto dalla Regione Toscana che nel suo parere afferma:

«È in corso da alcuni anni un dibattito internazionale tra i tecnici addetti ai lavori circa le potenzialità offerte dall'attivazione di un dialogo tra le diverse discipline del sapere che appartengono agli ambiti di Musei Archivi e Biblioteche (MAB), a partire dalla condivisione degli spazi in cui le rispettive attività vengono poste in essere.

Valutata l'opportunità che Montelupo con il suo Museo possa essere uno dei primi casi concreti in Italia di sperimentazione di queste nuove istanze emerse, non soltanto in occasione di una congiuntura economica critica che costringe le pubbliche amministrazioni a razionalizzare al meglio l'utilizzo degli spazi destinati ai servizi culturali al fine di salvaguardarne la continuità di offerta, ma anche tenendo conto che l'esperienza che il progetto propone, può essere occasione per elaborare un nuovo modello metodologico da proporre ad un panorama non solo regionale ma nazionale quale ipotesi di sviluppo».

Le caratteristiche del progetto erano già state illustrate alcuni mesi fa e sono rimaste pressoché invariate.

L’edificio che ospita su tre piani il Museo della Ceramica accoglierà l’archivio storico, la biblioteca che saranno situati al piano terreno dell’edificio.

Ciò implica l’accorpamento e il riallestimento del Museo della Ceramica: un’occasione per trasformare l’offerta museale nella direzione di una maggiore interazione con i visitatori, valorizzando un patrimonio che rischia di essere solo conservativo.

Il percorso del Museo si svilupperà su due piani (primo e secondo), pur riservando uno spazio all’esposizione crono tipologica dei manufatti prevede approfondimenti su aspetti tematici, ad esempio: la storia dello scavo del pozzo, sala del “Rosso di Montelupo”, le committenze, uno spazio per i ragazzi.

L’idea è quella di realizzare un museo eperienziale, fruibile per un vasto pubblico, anche grazie all’ausilio di tecnologie innovative: museo tattile (accessibile anche agli ipovedenti), museo sensibile (dove la conoscenza passa anche attraverso i sensi), realtà aumentata che consente di interagire ai massimi livelli con l’opera d’arte.

Un approccio condiviso anche dalla Regione

«Appare assai opportuna, a completamento ed arricchimento dell'attuale ordinamento cronologico la cui qualità e completezza scientifica è non posta in discussione, l'ipotesi di inserire nel corso dell'esposizione approfondimenti tematici - chiave di interpretazione del racconto dei contenuti in linea con gli indirizzi assai praticati dalla museologia contemporanea nazionale ed internazionale.

Nelle diverse modalità poste in essere della comunicazione si evidenzia la particolare attenzione alle diverse categorie di pubblico che avranno supporti espressamente dedicati e personalizzati, con riguardo agli utenti con disabilità visive e ai bambini, approccio che interpreta il museo come esperienza e come opportunità di crescita democratica, coerente con i più recenti indirizzi delle linee d'azione del Piano della Cultura regionale».

Il piano terra ospiterà le sale della biblioteca con ampio spazio per la consultazione e con una suddivisione anche in base all’età dei fruitori.

L’attuale sala “Mostre temporanee” sarà il vero luogo di contatto fra biblioteca, archivio e museo, con uno spazio per la biblioteca specializzata in ceramica, con esposizioni tematiche dedicate alla ceramica di Montelupo e la sala lettura.

La hall di entrata sarà arricchita da una caffetteria e assumerà la funzione di luogo di incontro e scambio.

L’amministrazione comunale nel tempo ha avuto più volte occasione di ribadire le motivazioni che sottendono al nuovo MMAB, un unico luogo della cultura per la città.

  1. Creare un luogo della cultura accessibile e vissuto dal più vasto numero di persone possibili.
    Nonostante siano passati pochi anni dall’inaugurazione del Museo della Ceramica è mutato il contesto sociale e culturale e non è più possibile pensare ad uno spazio di esclusivo interesse per appassionati e interessati. La volontà e di rendere l’edificio di piazza Vittorio Veneto un luogo vissuto dai cittadini e dai turisti.
  2. Integrare l’allestimento “crono tipologico” con percorsi tematici in grado di affascinare e attirare pubblici diversi da quelli che hanno fino ad oggi visitato il museo.
  3. Creare un polo di interesse culturale attorno al quale ruoteranno diverse attività, correlate anche alla produzione contemporanea
  4. Creare movimento di persone in centro storico, affinché anche gli esercizi commerciali possano trarne beneficio.
  5. Permettere una gestione più razionale del settore culturale con una ricaduta positiva sui bilanci.

            La spesa in un anno per la gestione dell’intero sistema museale e per la biblioteca         ammonta a oltre 217.000 euro (tenendo presente utenze, affitto, personale, pulizie).

            Con la creazione del MMAB e la riorganizzazione di tutti i servizi si avrà un                                 risparmio strutturale di oltre 76.000 € l’anno.

«La cultura deve essere un bene accessibile a tutti, non solo per il pubblico elitario degli studiosi. Il nostro Museo della ceramica, nella versione attuale non è riuscito ad avere una funzione divulgativa e quando le cose non funzionano vanno cambiate.

Dobbiamo aprire le porte del nostro polo culturale; stiamo parlando di un bene della città che in quanto tale deve essere vissuto e compreso dalla popolazione.

Le persone devono avere la possibilità di visitare un museo, di viverlo e di recuperare le loro origini.

Negli ultimi anni abbiamo cercato di rispondere ai bisogni della popolazione attraverso una riorganizzazione generale dei servizi. Ecco, ora vogliamo aprire le stanze del nostro tesoro renderle accessibili a tutti a prescindere delle inclinazioni, interessi e livello culturale», afferma il sindaco Rossana Mori.