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I campi sportivi di via Landini intitolati ad Alessio Brandani e Roberto Bartalucci

La cerimonia si terrà sabato 25 gennaio alle ore 10,00 e vedrà anche la presenza dell’onorevole Luca Lotti

Due ragazzi morti troppo presto. Due sportivi, due coetanei. Sono Alessio Brandani e Roberto Bartalucci.A loro saranno intitolati il campo a 11 e il campo a 9 di via Landini, completamente ristrutturati e inaugurati poco più di un anno.

La cerimonia si terrà sabato 25 gennaio.

Alle ore 9.00 è prevista una partita fra gli amici dei due atleti.

Alle ore 10.00 inizierà la cerimonia ufficiale alla presenza dell’onorevole Luca Lotti, che per alcuni anni ha indossato la maglia amaranto esattamente come Brandani e Bartalucci.

La storia di Alessio Brandani

Nato nel 1967, iniziò con successo a giocare nell’Ambrogiana (erano i tempi in cui Montelupo era diviso in due squadre di calcio, il PROGRESSO e l’AMBROGIANA). Passò poi allo Staggia per tornare a Montelupo quando - nella seconda metà degi anni ‘80 - Ambrogiana e Progresso si fusero in MONTELUPO FC. Diventò poi allenatore del Gambassi.

Fin qui i dati, poi inizia il racconto di chi lo ha conosciuto.

«Ma Alessio era molto di più: era il più bello, brillante, affascinante “figliodibuonadonna” della sua generazione. Quello che come lui nessuno. Quello bravo a scuola, senza quasi studiare. Quello che combinava guai ma la faceva sempre franca, perché tutti lo adoravano.

In un certo modo, Alessio era Montelupo (“Ah, sei di Montelupo. Lo conosci il Brandani?”, ti sentivi chiedere).

Anche per questo la sua morte colpì tutto il paese: ci sembrava impossibile che uno così potesse morire. Ci sembrava che un pezzo fondamentale di noi -passato presente futuro- fosse perso senza rimedio.

Ci siamo sentiti più soli. Al tempo stesso, più uniti. A prescindere dalle idee personali, le opinioni politiche, le scelte di vita diverse, noi siamo - e restiamo nei decenni “GLI AMICI DI ALESSIO”».

La storia Roberto Bartalucci

Roberto è nato nel 1967, ha sempre vissuto a Montelupo e in particolare a Turbone fino al tragico 2 marzo del 1984, quando è morto a seguito di un incidente.

Forte la sua passione per il calcio, tanto che ha sempre giocato come difensore, prima nel Progresso calcio, poi nel Montelupo. Con un’unica pausa: l’anno 1980/81, quando a Montelupo non venne fatta nessuna squadra giovanile e lui con altri atleti di Montelupo e lo storico allenatore Dino Caverni si spostarono tutti a Baccaiano, pur di continuare a giocare.

«Quelle di Alessio e di Roberto sono due storie accomunate da una fine tragica, una morte avvenuta troppo presto, e da una grande passione quella per il calcio. È in nome di questa grande passione che abbiamo scelto di ricordarli, dando i loro nomi ai campi sportivi che abbiamo inaugurato lo scorso anno. È un modo con cui tutta la comunità e non solo chi li ha conosciuti personalmente li vuole ricordare, vuole ricordare la loro passione e il loro entusiasmo per la vita. Ancora una volta lo sport diviene un collante, un elemento di unione anche davanti a fatti così tragici», afferma l’assessore allo sport Simone Focardi.



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