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banne sito declinazioni femminili 14 marzo | DONNE GUERRIERE. Spettacolo con Ginevra di Marco e Gaia Nanni

Il comune di Montelupo aderisce al “Manifesto della comunicazione non ostile”

In base ad una ricerca elaborata da SWG sull’odio e la falsità in rete, il 68% delle persone ritiene che l’”Hate speech” sia un fenomeno strutturale della comunicazione in rete.

Sullo stesso tema ha effettuato un’indagine anche Ipsos per l’Istituto Toniolo e Parole O_Stili, con l’obiettivo di monitorare il comportamento degli italiani in rete rispetto alla violenza verbale e la politica.

L’analisi – realizzata su un campione di 1000 cittadini italiani dai 18 ai 75 anni – mette in evidenza che il 73% afferma che la violenza verbale pubblica ha conseguenze sulla vita reale delle persone offese e nel 74% dei casi la ritiene una forma verbale molto grave di aggressione dell’altro. Il 70% è d’accordo nel considerare l’hate speech come un riflesso delle tensioni presenti nella nostra società e il 62% ritiene sia una forma inaccettabile di sfogare la propria rabbia.

Sulla scorta di questi dati e della constatazione e del fatto che si sta creando un reale clima di odio; in cui alcune persone si sentono legittimate a dire tutto, ad usare toni aggressivi e parole sconvenienti e del fatto che troppo spesso sono certi politici con i loro comportamenti a “sdoganare” certe tendenze, l’amministrazione comunale di Montelupo ha deciso di intervenire nel suo piccolo e di aderire al MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE.

È una carta che elenca dieci princìpi utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi sta in rete. Il Manifesto della comunicazione non ostile è un impegno di responsabilità condivisa.
Vuole favorire comportamenti rispettosi e civili; vuole che la rete sia un luogo accogliente e sicuro per tutti. È declinato per ambiti e contiene anche indicazioni per la gestione dei rapporti tra cittadini e pubbliche amministrazioni, è uno strumento per aiutare concretamente a definire poche e semplici regole che consentano di instaurare un dialogo “non ostile”, primo vero presupposto per la partecipazione civica.

Sono numerose le pubbliche amministrazioni, le associazioni, le università che hanno aderito.

«Le parole danno forma al nostro pensiero e ogni cosa che è detta o scritta ha una conseguenze. Se ciò è valido per ogni singolo cittadino lo è ancora di più per una pubblica amministrazione. Ecco perché intendiamo impegnarci per promuovere un corretto uso dei social, del web e più in generale della comunicazione. Ci piacerebbe in questo percorso coinvolgere anche i ragazzi più giovani e le scuole», afferma il sindaco Paolo Masetti.



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