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Cibic30 novembre | 26 gennaio: in mostra le opere del designer Matteo Cibic

Hotel, posto in un antico Molino di Pesa a Montelupo Fiorentino, cerca acquirenti

L’amministrazione auspica la pronta riapertura per le necessità turistiche della città

Il borgo di Montelupo Fiorentino, di origine medievale, nacque in posizione strategica sull’Arno alla foce della Pesa, analogamente a Firenze che fu edificata proprio alla foce del Mugnone, oltreché su di un importante crocevia, tra le direttrici dal capoluogo toscano per Pisa,

Volterra e il Chianti.

Esso subì un incastellamento nel XII secolo, con ampliamenti successivi nel XII e nel XIV secolo. La terza ed ultima cerchia di mura, che arrivò fino alle sponde della Pesa, incluse anche l’immobile di cui stiamo parlando, posto tra il torrente e la Porta Pelacane, da cui si accedeva all’Arno e

probabilmente a un ponte, di origine romana, che collegava il Castello di Montelupo a quello

di Capraia Fiorentina posto in riva destra.

Non è nota la genesi di questo curioso toponimo che probabilmente identificava anche il Molino stesso, dotato di una traversa in alveo, le cui fondamenta risultano ad un osservatore attento ancora visibili.

Il Molino di Pelacane, chiamiamolo così, si distingue chiaramente nelle numerose carte tardo cinquecentesche disegnate dei Capitani di Parte Guelfa. Fu dopo la seconda metà del ‘500 che i Medici realizzarono le due più grandi opere idrauliche del periodo ancora visibili sul

nostro territorio: il taglio del meandro di Arnovecchio, che creò una sorta di “alta velocità” fluviale Firenze-mare guadagnando molti ettari di terreni fertili coltivabili, e la deviazione della foce della Pesa, che con le sue piene metteva in pericolo la Villa dell’Ambrogiana.

Il taglio della foce partì subito a valle del Molino, dove la Pesa volgeva a sinistra verso la villa dell’Ambrogiana creando in riva destra quella lama di terra che i montelupini chiamavano, e chiamano ancor oggi pur essendo dopo il taglio rimasta in riva sinistra, Puntazza, facendo procedere dritte le acque del torrente verso il letto d’Arno.

L’antico Molino è da anni sede dell’Hotel Baccio da Montelupo, un albergo con circa 30 camere, logisticamente in una posizione privilegiata, a pochi metri dalla stazione ferroviaria leopoldina di Montelupo-Capraia, che consente in poco più di 20 minuti di arrivare in centro a Firenze, e in meno di un’ora di raggiungere Siena, Pisa e Livorno. Inoltre è posto proprio sul percorso della Ciclopista dell’Arno che dal Falterona arriva fino a Marina di Pisa, e su cui quando sarà finita è previsto un flussocicloturistico importante.

Ciclopista che si innesta proprio a Montelupo sull’analogo percorso fluviale della Pesa che collega coi monti del Chianti. Montelupo è inoltre servita per il traffico veicolare dalla strada di grande comunicazione Firenze Pisa Livorno.

L’ottima posizione logistica si sposa inoltre con le prospettive di valorizzazione del compendio mediceo dell’Ambrogiana, recentemente restituito al Demanio dello Stato e che ci auguriamo diverrà presto un polo attrattivo importante dell’intera Toscana, nel circuito Unesco delle ville e giardini medicei.

I recenti dati sull’accoglienza turistica confermano, grazie agli importanti investimenti posti in

essere dall’Amministrazione sulla valorizzazione della ceramica, anche in chiave contemporanea, il crescente bisogno di ricettività sul territorio.

Il Molino degli Elmi, altra struttura coeva in ambito urbano, è recentemente divenuto fulcro di un’esperienza di cohousing artistico di richiamo internazionale.

Per questo il Comune di Montelupo Fiorentino, preso atto della volontà dei proprietari di alienare l’albergo, auspica un pronto passaggio di proprietà ed un restyling della struttura che possa così pienamente esprimere le potenzialità dell’antico Molino a servizio dell’economia locale.

Mappa gentilmente concessa dall’Architetto Massimiliano Marconcini. Le mappe dei capitani di Parte Guelfa sono estratte da CASTORE, catasto storico regionale toscano.



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