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Montelupo oggetto di attività di ricerca urbanistica da parte dell’Università di Firenze

Firmato un protocollo fra il Dipartimento di Architettura, la Fondazione Museo Montelupo e il Comune

La città come un laboratorio urbanistico. Grazie ad un protocollo firmato ieri fra il comune di Montelupo, il dipartimento di Architettura e la Fondazione Museo Montelupo inizia un percorso che potrà portare alla valorizzazione del patrimonio edilizio presente nel territorio anche per individuare visioni e ipotesi di riqualificazione urbanistica, con una particolare attenzione a tutte quelle zone che necessitano di una “rigenerazione”: la ex Fanciullacci, solo per citare un esempio.

Il progetto prevede:

  1. una prima fase di analisi e condivisione della situazione del patrimonio mobiliare e immobiliare e delle sue implicazioni socio – economiche;
  2. individuazione di reti e possibili linee di finanziamento, anche attingendo a fondi comunitari;
  3. elaborazione di studi di fattibilità e progetti, con una particolare attenzione a tutti quegli interventi che promuoveranno un nuovo modo di “stare insieme” e di fare comunità;
  4. formazione del personale del Comune e della Fondazione in merito alla promozione dei luoghi e delle attività produttive locali, e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.

Operativamente gli studenti Universitari, coadiuvati dai docenti, saranno presenti sul territorio e potranno fornire all’amministrazione un’analisi sociale del rapporto fra servizi e popolazione di Montelupo e la progettazione di interventi di recupero anche e di eventuali varianti agli attuali strumenti urbanistici.

Tutto questo attraverso l’attivazione di pratiche di animazione sociale e di processi partecipativi per il coinvolgimento delle comunità locali e la messa in rete del capitale sociale.

Il protocollo ha una durata di 3 anni e si prevede la sua sostenibilità anche attraverso finanziamenti pubblici come il bando della Regione Toscana “100 ricercatori per la cultura”.

Il protocollo nasce da una comunanza di intenti fra l’amministrazione comunale, che negli ultimi anni ha lavorato per far diventare la città un vero e proprio laboratorio d’arte permanente, in cui gli interventi degli artisti dialogano con il tessuto urbanistico e con la città; la Fondazione che ha come obiettivo statutario la valorizzazione del patrimonio culturale e ceramico della città; l’Università che ha una lunga tradizione di ricerca scientifica a supporto della realizzazione di strumenti e processi di pianificazione urbana e progettazione architettonica.

Amministrazione comunale e Fondazione sono interessati a sostenere ricerche orientate alla creazione di un “parco culturale” contenitore di opportunità, che coordini le scelte culturali e progettuali all’interno del territorio comunale.

E hanno l’obiettivo di rigenerare, attraverso una progettazione integrata, alcune aree specifiche della città, quali la stazione ferroviaria, l’ex fabbrica Fanciullacci e l’argine del fiume Pesa.

Il Dipartimento DiDA ha costituito un sistema di laboratori (DIDALabs) e gruppi interdipartimentali che si occupano di ricerca, formazione e trasferimento di conoscenze e hanno ormai una vasta esperienza nel campo della progettazione urbanistica, urbana e architettonica e nel design.

Tra questi, sono promotori del protocollo il Laboratorio Regional Design, che si occupa della definizione di visioni territoriali e locali nell’ambito della pianificazione strategica e territoriale e della implementazione delle strategie di ambito attraverso la progettazione urbana.

Il commento congiunto del sindaco Paolo Masetti, del presidente della Fondazione Luigi Ulivieri e del direttore del dipartimento di Architettura, prof. Saverio Mecca.

«Il protocollo di intesa è un atto grazie al quale vengono convogliate le energie di tre diverse istituzioni a beneficio della collettività con l’obiettivo primario di riqualificare e valorizzare la città, grazie anche ad un rigoroso supporto scientifico. Questo atto si colloca in continuità di una collaborazione già esistente fra Università e Fondazione. 
La missione dell’Università è quella di fare ricerca stabilendo rapporti con il territorio, con le istituzioni, con chi le attività produttive e con i cittadini in genere. 
In un momento in cui la cultura viene sempre più messa da parte, in cui si assiste al tentativo di mettere in crisi l’Università in quanto centro di costruzione del sapere, la collaborazione fra enti locali e Università diventa una grande opportunità di crescita, sviluppo e valorizzazione dei saperi»



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