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Sposarsi a Montelupo: una possibilità che piace sempre di più

Il 2018 finirà a breve e i matrimoni celebrati o prenotati superano quota 30

Due dati sono certi: aumentano i matrimoni civili e cresce anche il numero di quelli celebrati in sedi “prestigiose” al di fuori di quelle istituzionali. 

Il 2018 è un anno da segnare sul calendario per quanto riguarda i matrimoni a Montelupo.

Sempre più persone scelgono di sposarsi con rito civile nella città della ceramica, molte non sono residenti: 14 persone sui 32 totali non abitano a Montelupo.

E per il 2019 il dato è in linea: ne sono già stati prenotati 15 e di questi, 9 da persone che non sono residenti.

 Quasi la metà, inoltre, ha scelto sedi diverse dal palazzo comunale e dal Museo Archelogico.

Da qualche anno, infatti, attraverso un bando di evidenza pubblica il comune ha selezionato alcune strutture in cui è possibile celebrare il rito civile.

 Le strutture sono:

Per i matrimoni in sedi esterne è previsto il pagamento di una quota che può variare se si è residenti e non residenti e se il matrimonio si tiene in orario di ufficio oppure no.

Sicuramente la scelta di celebrare il rito civile in sedi diverse dal comune ha incrementato l’interesse dei futuri sposi per la città della ceramica e costituisce un elemento di sostegno per tutte le strutture ricettive e gli operatori del settore.

La curiosità:  il matrimonio a Montelupo nella tradizione delle ceramiche amatorie

Le ceramiche amatorie o “gamelii” sono un genere molto antico e diffuso di manufatti presenti nella tradizione in tutte le città della ceramica.
Questi oggetti, molto graditi sia ai ceti popolari che alle fasce sociali più elevate,erano dedicati e offerti quali doni nuziali o di fidanzamento ai futuri sposi.
I riferimenti simbolici sono espliciti. L’ambientazione di sfondo è costituita spesso da un recinto ideale: un hortus conclusus che allude alla pace della vita coniugale, e gli animali hanno un valore emblematico: la coniglia augura gravidanze, il cane fedeltà, il cervo un nobile portamento, l’uccello premura per il nido e la prole. I cuori trafitti parlano delle pene d’amore e le catene della tenacia del vincolo. Le forme tipiche sono l’anfora, il piatto, ma anche il portagioie con coperchio o la coppa.

Alcune esempi di questa produzione sono esposti nelle sale del Museo della ceramica e le aziende del territorio le riproducono come pegno d’amore o ricordo della cerimonia.

 



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