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Montelupo: dove la ceramica si fa storia.

Un testo divulgativo scritto da Riccardo Gatteschi che ripercorre le vicende della città in stretta relazione con la sua produzione tipica, ceramica

Il 14 dicembre 2018 alle ore 18.00 al MMAB (piazza Vittorio Veneto, 11) viene presentato ufficialmente il libro realizzato da Riccardo Gatteschi dal titolo “Montelupo, dove la ceramica si fa storia”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Museo Onlus. Ne abbiamo parlato con l’autore.

Da che cosa nasce l’idea di questo libro?

Dopo la pubblicazione della “Storia della Ceramica di Montelupo” che Fausto Berti ha dato alle stampe in cinque volumi dal 1997 al 2003, che dobbiamo senz’altro definire monumentale, si poteva ipotizzare che per almeno un paio di generazioni non si sentisse più la necessità di ulteriori lavori sul medesimo argomento. L’idea che ha spinto la direzione della Fondazione Museo di Montelupo a propormi questo lavoro, è nata dalla consapevolezza che le ricerche di Fausto Berti, per quanto profonde, accurate e definitive, sono indirizzate soprattutto a lettori con competenze specifiche e interessi diretti. La Fondazione mi ha chiesto di portare avanti un lavoro di taglio divulgativo, accessibile a ogni sorta di lettore, anche il meno preparato nella materia. È necessario tenere presente inoltre che l’opera di Fausto Berti abbraccia un periodo che va dal XIV al XIX secolo. Dunque non si occupa né del Novecento né della contemporaneità.

Come sarà strutturato e che cosa dobbiamo aspettarci?

Il lavoro è diviso in due parti, ognuna composta di circa venti brevi capitoli. La prima parte è dedicata alla nascita e alla crescita della comunità di Montelupo e anche agli sviluppi e alle varie vicende di successi e di crisi che nel corso dei secoli ha vissuto il mondo della ceramica fino dalle sue origini. Nella seconda parte si è tentato di tracciare un itinerario che tocchi, con taglio giornalistico, le molteplici realtà del mondo della ceramica negli ultimi cento anni. Si parlerà dunque delle varie famiglie di imprenditori ma anche degli artisti che si sono occupati della materia; dei decoratori e dei tornianti; di chiunque, in varia maniera, abbia partecipato da protagonista a quella fantastica avventura che ha vissuto la ceramica montelupina (e non solo) nell’ultimo secolo di vita.

Ci sono storie particolari che potremo leggere nelle pagine del suo libro?

Nel corso dei circa otto secoli di vita dell’attività fittile nel territorio del medio Valdarno sono innumerevoli gli episodi particolari, le curiosità, gli eventi più o meno eclatanti che hanno costellato l’universo della ceramica. Tutti episodi, sia chiaro, ben noti agli addetti ai lavori, ma forse meno conosciuti al cittadino comune. Mi riferisco, per esempio al contratto del 1490 che legò per tre anni 23 ceramisti montelupini al magnate fiorentino Francesco Antinori ,o all’enigma, tuttora irrisolto, dei famosi “detti” sui boccali.



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