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Cinque comuni, un unico Piano Strutturale

L’evoluzione dei territori di Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Empoli, Montelupo Fiorentino e Vinci andrà di pari passo e avverrà nell’ambito di una visione unitaria.

È questo il risultato della scelta compiuta dalle 5 amministrazioni di realizzare un Piano Strutturale Intercomunale e che risponde alla precisa esigenza di valorizzare gli elementi di contiguità e vedere lo sviluppo di territori limitrofi in maniera organica e non a compartimenti stagni.

Non a caso i comuni che si sono associati condividono problematicità e caratteristiche similari da un punto di vista delle infrastrutture e delle attrezzature, dell’economia, del paesaggio e del turismo.

Il percorso

Tutto è iniziato più di un anno fa: nel settembre 2017 i comuni hanno risposto al bando della Regione Toscana per beneficiare di finanziamenti per la stesura del Piano Strutturale Intercomunale.

A distanza di pochi mesi, nel mese di dicembre è arrivata la comunicazione di uno stanziamento regionale di 100.000 euro a fronte di una spesa complessiva prevista di 400.000 euro.

A fine 2017 i consigli comunali di ciascun ente hanno approvato un documento programmatico per la redazione del piano e uno schema di convenzione, nella quale viene istituita la conferenza dei sindaci con il compito di esprimere l’indirizzo politico, coordinare l’organizzazione e lo svolgimento dell’esercizio associato e definire i rapporti finanziari fra gli enti.

L’ultimo passaggio, che ha condotto alla situazione attuale, è stato l’affidamento a un gruppo di lavoro composto da varie professionalità della predisposizione del documento necessario per avviare il procedimento che porterà alla redazione del Piano.

1 piano strutturale, 10 obbiettivi

 

Per la prima volta 5 comuni progettano insieme e in maniera integrata.

Il gruppo di lavoro ha individuato 10 questioni a cui il Piano Strutturale Intercomunale dovrà dare delle risposte, in una visione di lungo periodo.

 

Vediamole nel dettaglio

  1. Il fiume che unisce. L’Arno diventa elemento di collegamento fra i comuni e per le politiche ambientali e insediative con una particolare attenzione e valorizzazione dell’area di Arno Vecchio.
  2. La città fra le barriere infrastrutturali. Il territorio su cui insistono i 5 comuni è fortemente connotata dalla presenza della ferrovia e di due grandi arterie stradali, la Firenze – Pisa – Livorno e la Statale 67. Tali elementi da un lato costituiscono elemento che incentivano gli insediamenti produttivi, ma dall’altro costituiscono un problema in termini urbanistici e di sicurezza per il territorio
  3. Un territorio, 3 sistemi. In questo caso si fa riferimento alla conformazione naturale dell’area, articolata in collina settentrionale (Montalbano), collina meridionale ( a sud di Empoli), piana (Montelupo). Si pone la questione del riequilibrio fra questi ambiti in termini di infrastrutture, aree industriali, aree boschive e funzioni turistiche.
  4. La piana agricola produttiva. Vengono prese in esame le potenzialità agricole e i possibili sviluppi
  5. Il sistema delle attrezzature. La realizzazione e la gestione di servizi e attrezzature come poli sportivi, scolastici e per servizi alla persona deve avvenire in maniera coordinata a livello intercomunale al fine di ottimizzare le risorse e la qualità dei servizi.
  6. Una nuova connessione per il territorio. La revisione della viabilità è un elemento essenziale per lo sviluppo urbanistico si attraverso la sistemazione delle strade esistenti, sia con la realizzazione di nuove infrastrutture, come il ponte fra Montelupo e Capraia e Limite, che dovrà collegare le due rive del fiume
  7. Rigenerazione urbana. In tutti e 5 i comuni sono presenti aree degradate e in alcuni casi sono già previsti progetti di recupero. Il nuovo piano strutturale intercomunale dovrà mettere in relazione tali progetti e favorire processi di rigenerazione urbanistica innovativi in luogo di semplici ristrutturazioni. Il problema che si pone è quello della destinazione delle aree così recuperate.
  8. Rete turistica. In questo caso le emergenze con valore turistico e culturale devono essere inserite in un sistema tale da promuovere il territorio i maniera organica e attuando interventi di recupero delle infrastrutture e dei collegamenti.
  9. Realtà produttiva. Tutti 5 Comuni hanno la presenza di aree produttive più o meno estese.
    In alcuni casi le aree produttive sono addirittura a "cavallo" tra due comuni (come ad esempio le Pratella tra Empoli ee Mercatale tra Cerreto Guidi e Vinci).
    La realtà produttiva  dei 5 Comuni dovrà fare "sistema " e "rete"per accrescerne la potenzialità e "peso" sul mercato del lavoro.
  10. Un territorio sicuro. Quest’ultimo aspetto, quasi in modo circolare si ricollega al primo, ovvero al fiume e alla sicurezza idraulica.

Fra i vari rischi possibili quello maggiormente probabile è connesso al rischio idraulico. Rientrano in questo ambito i piani di protezione civile e anche gli interventi già in corso di sistemazione del reticolo minore che in un futuro non troppo lontano dovranno essere messi a sistema.



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