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Il gruppo archeologico di Montelupo celebra il suo quarantesimo compleanno restaurando per il comune una robbiana della Ex Fanciullacci.

L’oggetto è stato consegnato nel consiglio comune tenutosi del 20 dicembre.

robbiana1Il GAM (Gruppo Archeologico Montelupo) è nato 40 anni fa con la finalità di rispondere alla richiesta di partecipazione dei cittadini all’opera di recupero e di valorizzazione dell’ingente patrimonio rappresentato dalla ceramica locale, che già nel 1977, grazie alla scoperta del “pozzo dei lavatoi”, aveva assunto rilevanza internazionale, ma l’istanza di partecipazione della cittadinanza s’incontrava pienamente con quella dell’Amministrazione comunale di Montelupo, che, per prima in Toscana, intendeva inserire una libera organizzazione di cittadini nella costruzione di un museo.

All’associazione si devono importanti scoperte sul territorio e il recupero di reperti di rilievo. Fra queste: 2 ville romane, 8 insediamenti romani, 2 insediamenti etruschi, 168 stazionamenti preistorici, insediamenti del 3000 a.c. (Protostorici), villaggi dell’età del bronzo e una città etrusca.

Un po’ di numeri. I pezzi trovati dal GAM e esposti nei Musei di Montelupo si possono stimare in:
- 367 strumenti preistorici
- 463 reperti archeologici del territorio
- 1265 ceramiche di Montelupo

Il Consiglio Comunale nella seduta del 16 novembre ha festeggiato questo anniversario e l’associazione ha ricambiato ieri sera consegnando al Consiglio una Madonna Robbiana, realizzata dalla manifattura Fanciullacci negli anni Trenta che era collocata nel cortile interno dove avveniva la movimentazione merci. L’opera era stata rimossa un po’ di tempo fa quando sono stati effettuati gli interventi di bonifica e messa in sicurezza.

Il pezzo è di notevole qualità; i Fanciullacci avevano calcatori specializzati, che realizzavano robbiane di particolare finitura. L’oggetto di grandi dimensioni è un pezzo rappresentativo della loro produzione più pregiata.

Il restauro è stato eseguito da due membri del GAM, Piero Dolfi e Letizia Castiglioni; Piero Dolfi è specializzato in restauri di tutti i tipi anche di oggetti di grandi dimensioni e Letizia Castiglioni è una professionista e ha fatto i reintegri pittorici e gli interventi di miniatura.

«Anche se questa manifattura non esisterà più rimarranno testimonianze importanti della produzione. Stiamo progettando un’esposizione per giugno nelle quali saranno esposti pezzi della produzione contemporanea di Montelupo e la Robbiana che abbiamo restaurato è pronta anche per quell’occasione. Vediamo se riusciamo a togliere anche lo stemma della famiglia dalla parte frontale della fabbrica e ci impegniamo a restaurare anche quella», afferma Fausto Berti.

«L’amministrazione comunale ha accettato con piacere l’oggetto consegnato dal Gruppo Archeologico, come testimonianza di un rapporto che dura da decenni fra l’ente pubblico e l’associazione. È anche attraverso interventi di recupero di questo tipo che è possibile mantenere vivida la memoria di un passato neanche troppo lontano nel tempo. La manifattura Fanciullacci è uno dei centri di produzione simbolo della città e la conservazione di alcuni elementi ad essa collegati permetteranno alla memoria di sopravvivere al trascorrere del tempo e anche agli eventuali cambiamenti che caratterizzeranno quell’area», afferma l’assessore alla cultura Aglaia Viviani.