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Una convenzione fra comune e Colorobbia per ridisegnare il volto di un’area della città

Un intervento che mette assieme pubblico e privato e che ha come filo conduttore la ceramica

Al posto dello storico stabilimento Colorobbia sorgerà una vera e propria cittadella dei saperi. Il nuovo si innesta sul vecchio; i luoghi della ricerca si intergrano con i luoghi di produzione.

La convenzione firmata qualche giorno fa dal comune di Montelupo Fiorentino e da Colorobbia spa segna un altro capitolo della lunga storia di valorizzazione del prodotto ceramico e di riqualificazione di un comparto urbanistico alle porte del centro cittadino.

L’area interessata è quella che insiste su via Gramsci e che corrisponde alla proprietà Colorobbia.

Grazie agli interventi attuati e a quelli che prenderanno il via nei prossimi mesi potrà nascere a Montelupo una vera e propria “Cittadella dei saperi”, un luogo in cui si fa ricerca di processo e di prodotto. Un centro studi per i giovani, ma anche per le aziende.

Il progetto affonda le radici in un passato ormai lontano; più o meno intorno alla metà degli anni Settanta del secolo scorso, quando si comincia ad avere cognizione del ruolo storico di Montelupo come centro di produzione ceramico in Toscana e in Italia e ci si riappropria di una storia andata perduta.

Forte di queste radici, l’idea della “cittadella dei saperi” guarda al futuro, alle esperienze di successo italiane e straniere: appare evidente che i distretti più sani da un punto di vista economico e produttivo sono quelli in cui c’è un’alta concentrazione di campus studio e una propensione alla ricerca.

Da questi due presupposti si è sviluppata una nuova visione di Montelupo che parte da importanti interventi di carattere strutturale.

La convenzione vuole fare il punto su ciò che è già stato fatto e sugli interventi in programma per gli anni futuri.

Che cosa è stato già fatto?

-        Inizio 2017 - Realizzazione e avvio del centro di formazione e aggiornamento professionale

-        Agosto 2017 - Eliminazione di coperture in eternit per una superficie di oltre mezzo ettaro

-        Febbraio 2017 - Rifunzionalizzazione, sistemazione e adeguamenti dell’azienda Bitossi ceramiche (Ex Flavia), comparto storico risalente alla prima metà del Novecento;

-        2014 – Completamento del Centro Comunale per l’archeologia ceramica.

Quali sono i prossimi passaggi definiti nella convenzione?

  1. La cessione da parte di Colorobbia al Comune dell’edificio che ospita il Centro per l’archeologia ceramica;
  2. La realizzazione dell’archivio comunale della ceramica antica e la conseguente cessione al comune dell’edificio ad esso destinato
  3. Interventi a carico di Colorobbia per la sistemazione di via Pavese, con la realizzazione di marciapiedi e di un parcheggio collegato con via Colombo
  4. La sistemazione degli edifici che andranno a comporre la cittadella dei saperi e dei percorsi di collegamento con elementi di design

Entro sei mesi dalla firma della convenzione, quindi entro metà aprile 2018, sarà presentato un “progetto unitario convenzionato”, nel quale sarà esplicitata anche la proceduta ambientale necessaria per la realizzazione degli interventi.

«L’atto approvato dal Consiglio Comunale e poi firmato da amministrazione e azienda costituisce il fondamento su cui si costruisce un pezzo di futuro della nostra città. Un futuro che non è neppure troppo lontano, se consideriamo che molti degli interventi previsti sono già stati attuati o sono in corso di realizzazione. L’idea è quella di restituire a Montelupo un ruolo di interlocutore accreditato nell’ambito della ceramica, del settore manifatturiero e della ricerca. Del progetto di Colorobbia apprezzo la visione di lungo periodo, i presupposti con cui è stato realizzato e la ricerca che ne sta alla base.

Da un lato c’è la volontà di non perdere di vista da dove veniamo, ma dall’altro è chiaro l’intento di guardare e prendere spunto da esperienze innovative.

Senza contare che in questo modo andiamo a recuperare in maniera del tutto inusuale una porzione di città prima sede di una vera e propria fabbrica, precedentemente destinata ad ospitare appartamenti e ridiamo dignità a un luogo che senza dubbio ha molto da raccontare.

L’altro aspetto rilevante è dato dal fatto che l’idea viene portata avanti grazie a una collaborazione proficua fra pubblico e privato», afferma il sindaco Paolo Masetti.