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Orti urbani: si cerca il soggetto gestore

Pubblicato un avviso pubblico la cui scadenza è fissata il 30 settembre. Possono partecipare: associazioni, fondazioni, cooperative sociali, onlus, associazioni di promozione sociale, imprese sociali
La domanda di piccoli appezzamenti di terra da coltivare da parte dei cittadini è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni e sono anche mutate le caratteristiche di coloro che presentano tali richieste.
Per questa ragione il comune di Montelupo ha risposto a un bando della Regione Toscana con un progetto che permette la realizzazione di un complesso nella zona di Fibbiana e anche la sperimentazione di un nuovo modello di gestione.
L’orto urbano, o sociale, che dir si voglia, infatti, ha un valore rilevante per un territorio; da un lato permette di dare risposte alle esigenze di persone economicamente svantaggiate, dall’altro costituisce un forte elemento di aggregazione.
Il modello proposto dalla Regione nell’ambito di “100.000 orti in Toscana” implica un intervento su più fronti: da un lato la realizzazione delle infrastrutture e dall’altro l’avvio di un processo che porterà alla gestione collettiva del nuovo complesso.
LA GESTIONE.
Proprio in questi giorni è stato pubblicato un avviso pubblico per l'affidamento in regime di concessione, a titolo gratuito, del complesso di orti a Fibbiana denominato “COLTURE URBANE” (questo il nome del progetto presentato a Montelupo).
 
L’affidamento avverrà con una concessione non onerosa con rapporto d’ uso per un periodo di anni 3 e sarà finalizzato a:
 garantire una gestione quanto più efficace e coerente con gli obiettivi dell'iniziativa
 regionale “Centomila Orti in Toscana” del complesso di orti urbani, così da potenziare le occasioni di socialità, relazioni intergenerazionali, solidarietà e coesione sociale connesse alla pratica orticola;
 garantire la manutenzione ordinaria degli orti e delle aree comuni;
 gestire i rapporto tra gli ortisti affiadatari;
 proporre eventuali momenti di animazione, educazione ambientale/agricola o altre attività comunque coerenti con i fini dell'iniziativa regionale “Centomila Orti in Toscana” e che incentivino la fruizione dell'orto urbano da parte della comunità.
 
L’avviso pubblico è aperto a associazioni, fondazioni, cooperative sociali, onlus, associazioni di promozione sociale, imprese sociali. Più soggetti possono anche riunirsi in raggruppamenti temporanei di scopo.
 
La scadenza per la presentazione delle domande è il 30 settembre e il bando con i dettagli e il modulo di domanda sono disponibili sul sito del comune all’indirizzo www.comune.montelupo-fiorentino.fi.it
 
Sarà il gestore individuato a seguito del bando che poi si occuperà di pubblicare un bando per l’assegnazione degli appezzamenti disponibili.
IL PROGETTO
Il Comune di Montelupo ha scelto di realizzare gli orti urbani in una nuova zona, con logiche molto diverse rispetto all’esperienza precedente, che ha dimostrato i limiti e l’inadeguatezza a rispondere ai bisogni attuali.
L’intervento proposto insiste su di un’area collocata nella zona di Fibbiana, di proprietà comunale di oltre 2800 mq, dove saranno realizzati 20 orti urbani di 45 mq.
Si tratta di appezzamenti rettangolari di terreno destinati alla produzione individuale e familiare. In comune tra due appezzamenti sarà assegnata una casetta in legno da usare come ripostiglio.
Oltre agli orti, nell’area si troveranno spazi e attrezzature comuni.
Un giardino di circa 800 mq, Si trova al confine con una proprietà privata e con la zona sportiva e ha un duplice scopo: quello di allontanare dal confine gli orti individuali, e quello di creare ambienti favorevoli allo svolgimento di attività terapeutiche e didattiche.
Una zona con spazi di socializzazione e incontro
Orti terapeutici e orti didattici
LA STORIA DEGLI ORTI URBANI A MONTELUPO
Nel territorio di Montelupo Fiorentino è già attiva l’esperienza degli “orti sociali” dal 1996. 
Ne esistono 15 e sono situati nella frazione di Camaioni, sull’argine del fiume Arno.
I singoli appezzamenti sono abbastanza grandi. Inizialmente ciascun orto era di circa 350 mq, successivamente alcuni sono stati suddivisi e la situazione attuale è di 11 orti da 350 mq e 4 da 150 mq.
Il target tipico di “ortista” è stato fino a oggi il pensionato con un’età fra i 55 e i 56 anni, residente a Montelupo in grado di occuparsi personalmente dell’orto.
L’ultimo orto è stato assegnato nel 2011 poi il comune ha deciso di non proseguire per due ragioni: il terreno si è rivelato inadeguato e franoso e sono state presentate lamentele per le casette create dagli ortisti per il ricovero degli attrezzi.  
 
Il commento dell’assessore alle politiche sociali, Marinella Chiti.
«Il progetto “100.000 orti in Toscana” ci ha obbligato a riflettere sulla funzione dell’orto urbano e sulle sue tante potenzialità: socializzazione, incontro fra generazioni sostegno a famiglie in difficoltà o disoccupati, orti terapeutici, orti didattivi. Il contesto attuale è mutato fortemente e quindi sono cambiati i presupposti rispetto all’esperienza avviata nel 1996.
In Europa ci sono esperienze particolarmente riuscite di orti urbani, basta pensare a quanto accade a Berlino: l’orto diventa un antidoto all’isolamento, un modo per recuperare il contatto con la natura e con il cibo.