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Dagli Usa a Montelupo sulle tracce della storia

Il sindaco e la giunta hanno ricevuto nei giorni scorsi in consiglio comunale gli studenti stranieri che prendono parte agli scambi culturali promossi dalla cooperativa Ichnos con diverse università americane.


In tutto gli studenti arrivati a Montelupo per inseguire le tracce della storia sono 17; le università coinvolte sono: Concordia College University del Wyoming, Mississippi State University, Portland State University, Dartmouth College, Rutgers University, University at Buffalo, Mount Holyoke College, University of Arizona, Independent Scholar, University of Southern Queensland, Loyola Marymount,  University / Independent Scholar, University of Tennessee – Knoxville.  A queste nel 2018 si aggiungeranno anche due università canadesi.

L’esperienza è partita in sordina 5 anni fa ed è andata consolidandosi, con riscontri positivi per il territorio di Montelupo. Nel 2017 è stata rinnovata la concessione di scavo presso l’area del Virginio per altri 3 anni e ciò assicura la possibilità di proseguire il progetto fino al 2019.

Alcune università statunitensi ritengono talmente valido il campus studi di Montelupo da predisporre borse di studio specifiche per consentire agli studenti più meritevoli di vivere questa esperienza.

«Il progetto ha acquisito negli anni una sempre maggiore importanza e siamo riusciti ad attivare collaborazioni con un numero crescente di università straniere; di particolare rilevo anche il coinvolgimento a partire dal prossimo anno di due realtà canadesi.
Ciò, con ogni probabilità ci permetterà di ampliare la durata dei campus estivi e di ospitare gli studenti per 8 settimane.
Credo che sia una grande opportunità per il territorio che viene vissuto da persone provenienti dall’altra parte del mondo. È un’esperienza forte di incontro e confronto; anche perché nel progetto, oltre alla cooperativa Ichnos, sono coinvolte tante altre realtà, il Museo della Ceramica, il MusArc e la cooperativa Gam che lo gestisce  e il Gruppo Archeologico di Montelupo», afferma Francesco Cini, presidente della cooperativa Ichnos.

Gli studenti sono arrivati i primi giorni di luglio. Oltre un mese nel corso del quale non solo si sono confrontati con l’archeologia e la storia, ma hanno avuto modo di vivere e scoprire Montelupo e il suo territorio.

Gli studenti seguiti dalla cooperativa Ichnos, dal direttore scientifico del Museo della Ceramica Fausto Berti e dal professore americano Clarence Lewis McKenzie hanno modo di apprendere le tecniche di scavo, di catalogazione e anche di restauro.
Il restauro preliminare e l'immagazzinamento dei reperti archeologici avviene presso il Centro per gli Scavi Archeologici di Via Gramsci, anche con la preziosa collaborazione del Gruppo Archeologico di Montelupo.

Il lavoro – come racconta anche la studentessa Melissa Thrum nella sua relazione  - si articola in diverse fasi. Nei primi gironi vengono effettuati gli scavi, dopo di che gli studenti hanno modo di apprendere le tecniche di restaurazione e conservazione e catalogazione delle ceramiche.

Nel corso di questa settimana il campus si è avvalso anche della presenza degli studiosi del polo universitario di geotecnologie di Siena che hanno effettuato indagini volte a individuare nell’area la collocazione del pozzo della Villa del Virginio.

«L’amministrazione comunale riconosce l’importante lavoro portato avanti in ambito archeologico, iniziato con la costituzione del GAM (Gruppo Archeologico Montelupo) nel lontano 1977 e poi proseguito nel tempo fino ad arrivare all’attuale progetto promosso dalla Cooperativa Ichnos. In sordina sono riusciti a far diventare Montelupo un polo di interesse scientifico nell’ambito dell’archeologia, riconosciuto dalle più importanti università statunitensi.
Ciò indubbiamente costituisce un elemento importante di valorizzazione del territorio e ci dimostra come spesso possa essere produttivo seguire canali meno scontati per valorizzare le ricchezze di Montelupo», afferma l’assessore al turismo e alla cultura, Aglaia Viviani.



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