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Margherita Hack: fase due

Dopo l’approvazione del progetto esecutivo, si procederà con il bando.

Le risorse necessarie per la realizzazione dell’opera arriveranno da un finanziamento regionale e dalle casse comunali, attraverso la vendita di alcuni immobili

Il comune di Montelupo Fiorentino continua a investire in edifici scolastici di alta qualità.

«La scuola Margherita Hack è un progetto importante realizzato dalla precedente giunta, che noi desideriamo portare avanti. Ancora oggi, a distanza di 4 anni dalla sua inaugurazione, viene presa ad esempio come buona pratica a livello nazionale.

Solo pochi giorni fa il progetto della nostra scuola è stato presentato  a Roma in un convegno promosso da Legambiente.

La salvaguardia dell’ambiente e la salute dei nostri ragazzi sono gli obiettivi che hanno guidato la progettazione. A questo si aggiunge un altro aspetto importante legato alla sicurezza degli edifici»

Quali sono stati gli elementi di riferimento per la progettazione?

La partecipazione - Per arrivare alla stesura del progetto del primo stralcio è stato avviato un percorso che ha coinvolto genitori, alunni, insegnanti, personale non docente e anche associazioni che operano all’interno della scuola. Le indicazioni emerse sono state tenute in considerazione anche per la fase successiva.

I riferimenti pedagogici - La struttura viene progettata in relazione alle funzioni che dovrà accogliere e quindi non può prescindere dalle indicazioni delle insegnanti in merito alle attività che verranno svolte.

Il contesto circostante – Prima di essere intitolata a Margherita Hack il plesso era chiamato “La scuola nel parco”; un appellativo che racconta molto della relazione fra la struttura e l’area circostante, ai limiti del giardino urbano dell’Ambrogiana, in prossimità del museo archeologico e a poca distanza dalla Villa Medicea.

La sostenibilità ambientale come risorsa didattica – La scuola stessa per come è pensata è un modello in cui studiare e confrontarsi con i temi legati all’ecologia e all’energia sostenibili: uso di energie alternative e recupero delle risorse.

Il progetto vero e proprio come si sviluppa?

In primo luogo tiene conto dell’area in cui si colloca e della particolare rilevanza paesaggistica, per questo gli edifici si sviluppano su ampie superfici e sono caratterizzati da coperture che si armonizzano al contesto circostante e alla morfologia del terreno.

La viabilità è pensata per decentrare gli accessi carrabili lasciando sostanzialmente

“libero” il fronte della scuola, direttamente accessibile dalle percorrenze ciclopedonali,

strettamente connesse con le percorrenze esistenti nel Parco dell’Ambrogiana con la

possibilità di implementare anche trasporti alternativi come il “Pedobus”.

Materiali e tecniche costruttive sono stati scelti per realizzare edifici salubri ed efficienti sotto il profilo energetico; abbattendo l’energia necessari anche attraverso lo studio dell’orientamento e dell’andamento del sole.

Quali saranno gli spazi realizzati in questa seconda fase?

  1. Un edificio scolastico con funzioni di scuola elementare per 25 classi.
  2. Un edificio da destinare a palestra e a eventuali attività extra scolastiche.
  3. Percorsi pedonali e ciclabili da e per il nuovo insediamento scolastico.
  4. Un auditorium di oltre 200 mq accessibile dalla zona mensa e dal corridoio lato palestra

L’auditorium è stato concepito per poter svolgere sia attività didattiche con più classi che attività collegiali di insegnamento. La sua posizione e organizzazione è stata pensata per una eventuale possibilità di integrare questo spazio con l’adiacente corridoio e la palestra.

L’idea era quella di sostituire una parte delle pareti ai lati del corridoio con un sistema a pannelli mobili manovrabili e impacchettabili, in modo da poter utilizzare lo spazio del corridoio come un palcoscenico e dove la zona della palestra possa essere utilizzata come quinta per eventuali rappresentazioni teatrali o saggi di fine anno.





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