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Gli studenti del Baccio diventano guide digitali e Montelupo si trasforma in una “smart city”.

Dal prossimo 18 dicembre per le strade del centro storico appariranno segni nuovi che illustrano
luoghi e memorie perdute e ritrovate grazie all’azione di ricerca in corso dallo scorso anno nell’istituto
comprensivo di Montelupo.

“Didascalie in città”  è il nome del  progetto di ricerca  storica  che docenti e Museo archeologico di
Montelupo si sono dati per riappropriarsi di tracce perdute della storia locale: dalle prime fasi di ricerca
sono per esempio stati individuati i luoghi dove presumibilmente sorsero dal medioevo fino all’800 le porte del paese e altre zone perdute o trasformate stanno venendo alla luce grazie allo studio dalle fonti del passato.

Tabernacoli, antichi percorsi stradali, mulini, chiese e dipinti, rispuntano dal loro oblio e si vestono di nuovi panni, quelli che sono più vicini ai nativi digitali che li hanno riscoperti.

Il progetto, infatti, riesce a coniugare passato e futuro e  le “didascalie” parlano con la voce dei giovani ricercatori attraverso lo smartphone: è sufficiente scaricare sul proprio cellulare l’applicazione per la lettura del Qr - code per collegarsi a un sito di audioguide (izi.travel) e ascoltare gli studenti illustrare i risultati delle loro ricerche.

Si potrà anche vedere la pianta delle “didascalie” cittadine che cominciano a coprire i vari luoghi del paese, mano a mano che il lavoro di ricerca procederà, si leggeranno i testi e si vedranno immagini.
Tutto sullo  schermo del proprio cellulare.

Al sito, che raccoglie le voci e le ricerche dei ragazzi, si accompagna anche una rivista on line, “Annales
Baccio”. Qui si raccolgono i testi integrali delle ricerche svolte dagli studenti ed i materiali utilizzati come
fonti. Da questa pubblicazione, che verrà presentata nel mese di dicembre, sono tratti i testi delle
didascalie che illustrano i luoghi.


Un grande valore pedagogico ricopre il fatto che i ragazzi hanno prestato volentieri la loro voce alla audioguida e ciò ha reso ancora più forte il legame fra loro e i luoghi del territorio studiati.

L’uso della tecnologia digitale, che caratterizza ormai molta parte della nostra vita, è da tempo entrata
anche fra le mura scolastiche, creando opportunità nuove di crescita per gli alunni ed una maggior
motivazione e interesse per l’apprendere.

L’ idea di insegnare il metodo della ricerca storica, intrecciandolo con l’educazione alla cittadinanza ed al senso di appartenenza al proprio territorio, e utilizzando gli strumenti tecnologici che il mondo di internet mette a disposizione, hanno guidato i passi iniziali di  “Didascalie in città” che ora vedono le loro prime realizzazioni.

Il progetto è stato anche finanziato dal MIUR per il passato anno scolastico e per il presente e potrà  diventare un progetto pilota per altre realtà limitrofe. Si inserisce inoltre fra le esperienze promosse dal Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) che dallo scorso 2015 ha dato il via a numerose azioni a sostegno della scuola innovativa.

La presentazione di “didascalie in città” si svolge proprio nell’ambito della Settimana del PNSD indetta dal Ministero e figura fra le iniziative nazionali.

 



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