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Asilo nido Giuggiolo: la decisione di vendere l’immobile è stata approvata a luglio dal Consiglio Comunale

Il comune ha già incontrato la cooperativa per valutare soluzioni alternative, ma senza successo. L’amministrazione è disponibile a incontrare i cittadini per spiegare le motivazioni della scelta.

L’amministrazione comunale tiene a specificare le ragioni che hanno portato alla decisione di alienare l’immobile che ospita l’asilo nido Il Giuggiolo.

La scelta è stata deliberata dal Consiglio Comunale in un’assemblea tenutasi nel mese di luglio 2016.

Il comune di Montelupo da anni attua un monitoraggio della popolazione e dell’andamento dei servizi scolastici. Ciò è funzionale a prendere decisioni ponderate in merito alla gestione.

Dai dati risulta evidente che c’è stata una riduzione demografica dei nuovi nati negli ultimi 6 anni, nello stesso periodo le richieste di iscrizioni sono più che dimezzate: da 105 siamo passati a 50.

Ciò comporterebbe un paradosso per cui alla fine dell’anno scolastico 2016/2017 i bambini residenti iscritti al nido “Il Giuggiolo” sarebbero solamente 2 e l’amministrazione sarebbe costretta ad aprirsi alle richieste di famiglie provenienti da altri territori. Costi che comunque ricadono sulla comunità di Montelupo Fiorentino.

In questa ottica occorre tener presente che la spesa complessiva dell’ente (e quindi della comunità) per tenere in vita la struttura è di circa 120.000 euro. Oggi sono presenti nel nido 21 bambini; quindi l’amministrazione spende ogni anno per bambino oltre 5000 euro.

In base alla nuova normativa regionale il nido Madamadorè, a seguito di una revisione dell’organizzazione del personale e degli spazi potrà accogliere un maggior numero di bambini rispetto a oggi.

A questo si aggiunge che ogni anno la Regione Toscana, in caso di lista di attesa per i nidi pubblici trasferisce ai comuni risorse per collocare i bambini in più in strutture private. A Montelupo sono presenti 3 asili nido privati, accreditati sotto la supervisione della pedagogista comunale.

Bisogna poi considerare che il “Giuggiolo” presenta alcune carenze strutturali: non esiste una zona cucina, la zona sporzionameto per i pasti è piccola e poco funzionale, manca uno spazio da destinare alla funzione di ufficio e di spazio per i colloqui e ci sono oggettivi problemi di parcheggio.

«Capiamo il dispiacere delle famiglie i cui figli hanno frequentato e frequentano la struttura e non abbiamo niente da eccepire sull’operato della cooperativa che gestisce il servizio. – afferma il sindaco Paolo Masetti - Come ente, tuttavia, abbiamo la necessità di avere una visione più ampia: l’offerta dei nidi è sovradimensionata alle esigenze della nostra comunità, la struttura è inadeguata e necessiterebbe un investimento per la ristrutturazione. Costi, questi che ricadono su tutta la comunità, per una reale esigenza di due bambini. È una spesa che non ci possiamo permettere».

Nonostante la convenzione per la gestione del servizio sia in scadenza, il comune ha comunque incontrato la cooperativa per capire se ci potessero essere elementi di incontro. Purtroppo così non è stato. Il dato di fatto è che il numero dei bambini non è sufficiente né a giustificare il mantenimento del servizio da parte dal pubblico, né un investimento privato.

Da qui la decisione di ripensare i servizi per la prima infanzia.

«Desidero rassicurare le famiglie in merito all’accoglienza e all’efficienza dei nostri nidi. La decisione non è estemporanea, ma inserita in un progetto organico che prevede alcune azioni specifiche, fra queste una riorganizzazione complessiva. La vendita dell’edificio di via Giro delle Mura porterà nelle casse comunali circa 300.000 euro, cifra che andrà a integrare le risorse regionali per il completamento della scuola elementare Margherita Hack», spiega l’assessore alla scuola Simone Londi.

L’amministrazione comunale ha, tuttavia, ben presente quanto possa essere importante il legame affettivo nei confronti della struttura e per questa ragione i primi giorni di dicembre incontrerà i genitori per illustrare nel dettaglio tutti gli aspetti concreti che hanno portato alla scelta di chiudere la struttura.



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