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Cibic30 novembre | 26 gennaio: in mostra le opere del designer Matteo Cibic

Il Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze iniziato le attività dal 3 ottobre

Pronti, attenti, si riparte: dal 3 ottobre iniziano le nuove attività del CCR, un importante progetto realizzato ormai da 7 anni nell’ambito delle politiche giovanili.

Il Consiglio Comunale dei ragazzi e della ragazze nel tempo si è consolidato come esperienza anche grazie alla collaborazione fra diversi soggetti e alla possibilità di coniugare attività realizzate in orario scolastico con iniziative e incontri portati avanti al di fuori della scuola, nel tempo libero. 


Particolarmente rilevante, fin dagli albori del progetto è stato il ruolo della scuola: con il coordinamento della professoressa Alessandra Cenci, tutti i ragazzi di prima e seconda delle medie sono coinvolti in attività volte a promuovere la cittadinanza attiva. Trenta di loro, ogni anno, sono poi eletti come rappresentanti del CCR e  si incontrano al MMAB  per tre lunedì al mese (dalle 15,30 alle 17,30) fino a giugno.

Un curiosità. Se andate a cercare la definizione di CCR su wikipedia trovate scritto “è un consiglio comunale formato da un gruppo di bambini e ragazzi che si occupano dei problemi della propria città e della propria scuola” e come esempio virtuoso viene citata proprio l’esperienza montelupina.

            Nell'ultimo anno il CCR ha continuato a mantenere l'attenzione sui mezzi di comunicazione, cercando di conoscerli da vicino sperimentandosi in registrazioni webradio e stampando due numeri del giornalino CCRNews.

            Nel tempo il dialogo con le istituzioni è aumentato progressivamente, grazie alla partecipazione attiva ad alcune celebrazioni del comune di Montelupo e al dialogo instaurato con il sindaco e gli assessori.

            «Il Consiglio Comunale dei Ragazze e delle Ragazze è un laboratorio di educazione alla cittadinanza che pone le basi sul dialogo, la mediazione e la progettazione condivisa», afferma Antonio Di Pietro, pedagogista di questo progetto.

A partire dall'ultimo incontro che il CCR, insieme al Consiglio di Cooperazione della scuola primaria, ha avuto con il sindaco Poalo Masetti e l’assessore Simone Londi, riprenderanno i lavori di questo nuovo anno con il supporto del progetto EduMuseo (finanziato dalla Regione Toscana e con sede al Museo Archeologico Montelupo).

L'idea che è stata messa in cantiere per questo nuovo anno è quella di occuparsi degli spazi (strade, piazze...) di Montelupo.

«In che modo ancora non lo possiamo sapere – dice Antonio Di Pietro – poiché il nostro stile di lavoro è quello della “programmazione emergente”. Ovvero, programmare le cose da fare in corso d’opera, durante gli incontri del CCR. Non si tratta di improvvisazione, anzi. Si tratta di applicare metodologie che fanno emergere interessi e potenzialità da mettere in pratica. I tre educatori (Mattia Cutolo, David Irdani e Sara Taddei della Cooperativa Indaco) quando incontrano il CCR fanno proposte (visione di cortometraggi, giochi di simulazione...) che mirano a far dialogare i ragazzi, a riflettere su tematiche che li coinvolge anche come cittadini. Successivamente, a partire dalle riflessioni emerse, il CCR si organizza (a piccoli gruppi) per sviluppare le azioni da portare avanti.

Quindi, i ragazzi e le ragazze del CCR vivono in prima persona l'esperienza di cooperare in gruppo, di individuare problematicità e informarsi (con letture, interviste...) per comprendere le cause e ipotizzare delle soluzioni per il bene comune. Chissà cosa “emergerà” da un CCR che quest'anno parte dall'intenzione di voler portare un contributo sulla qualità degli spazi   di aggregazione positiva a Montelupo».

Per l’assessore alla scuola Simone Londi, «Quella del CCR è sicuramente un’esperienza positiva, perché avvicina i ragazzi alla città e li aiuta a scoprire il valore degli spazi e dei beni condivisi, oltre che della partecipazione.

Tutte le recenti polemiche sui disagi creati dai ragazzi che giocano a pallone in piazza dell’Unione Europea e anche che danneggiano spazi pubblici, trovano una risposta in progetti di questo tipo. Non è proibendo, ma offrendo stimoli e spunti costruttivi che si educa. In poche parole facendoli sentire parte attiva e integrante della nostra comunità».



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