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Una festa per inaugurare il laboratorio – giardino del Madamadorè

Un progetto realizzato grazie al contributo di tutta la comunità

«L'inaugurazione del laboratorio giardino a cielo aperto è  stata la giusta conclusione in festa di un percorso e di una buona pratica che ci rende orgogliose io come coordinatrice pedagogica della Coop Indaco da anni gestore del nido Madamadorè e tutto il gruppo di lavoro di ciò che è stato fatto ossia un percorso di ristrutturazione e creazione del giardino del nido in cui gli adulti si sono messi a disposizione dei bambini», esordisce così Tania Mariotti, coordinatrice pedagogica dell’asilo nido Madamadorè.

Un esempio di cittadinanza attiva che è stato avviato grazie all’iniziativa del comitato di rappresentanza dei genitori che ha espresso il desiderio dei genitori di mettere a disposizione parte del loro tempo per la ristrutturazione del giardino attraverso opere di manutenzione e di abbellimento. Un’idea che si è incontrata con un progetto delle educatrici del nido che da tempo stava riflettendo sul ripensamento del giardino in un'ottica di laboratorio a cielo e che si è incontrata anche con il progetto di volontariato civico promosso dall’amministrazione comunale “Io Vò”.

Nell’idea del gruppo di coordinamento del nido, il giardino sarebbe dovuto diventare uno spazio in cui i bambini scoprivano nuovi modi di stare insieme e la propria autonomia. È iniziato così un percorso lungo qualche mese per la ricostruzione dello spazio verde esterno al Madamadorè.

«Un proverbio africano recita “per crescere un bambino ci vuole un villaggio”. Noi nella realizzazione di questo progetto abbiamo sentito la vicinanza di tutta la comunità di Montelupo.

Prima di tutto l’amministrazione comunale che attraverso progetto “io vò” ci ha permesso di assicurare i genitori e ci ha supportato a livello logistico. Ma non solo, abbiamo, infatti, avuto il supporto di molte altre realtà:

-       la Cooperativa Pegaso per i lavori di giardinaggio;

-       il consorzio Co&So Empoli per confronto educativo e pedagogico,

-       l'associazione Unione fornaci della terracotta che ha donato al nido un coppo per poter trapiantare un ulivo donato dai genitori del nido nell'anno 2015/2016 a conclusione del percorso;

-       i commercianti e le aziende del territorio che ci hanno regalato il ferro per la ringhiera e le piante», conclude Tania Mariotti.

Un piccolo grande progetto che ha ricadute positive sui piccoli cittadini di Montelupo e sulle loro famiglie.

Lo spazio di piazza San Rocco ospita il nido Madamadorè e il centro gioco Marcondiro.

Il nido è frequentato da 56 bambini con un’età compresa fra 6 e 36 mesi, mentre il centro gioco ospita fino a 16 bambini con un’età compresa fra 18 e 36 mesi.

«La sistemazione del giardino Madamadorè è la prova che i progetti che partono dal basso hanno molta probabilità di successo, perché sono caratterizzati da due ingredienti fondamentali: la passione e lo spirito di iniziativa delle persone. – afferma il sindaco Paolo Masetti - In questo caso poi c’è stato una vera e propria convergenza d’intenti dell’intera comunità.

Si è trattata di una “piccola”, ma grande esperienza che credo possa essere presa a modello anche per altri progetti di volontariato civico».



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