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Il Consiglio Comunale approva la mozione presentata da Linea Civica per l’adozione di regolamento per la celebrazione delle Unioni civili che rifletta il più possibile quello per la celebrazione dei matrimoni civili

Il sindaco Masetti: la richiesta di Linea Civica riflette una posizione da sempre tenuta da questa amministrazione e ci offre l’opportunità di intervenire per garantire parità di trattamento a tutti i nostri cittadini.

La discussione sulle Unioni Civili è approdata in Consiglio Comunale con una mozione presentata dal gruppo consiliare Linea Civica.

Oggetto della mozione è la richiesta di adottare un regolamento per la celebrazione delle unioni civili che rifletta il più possibile quello in vigore per la celebrazione dei matrimoni.

Alcuni passaggi della Legge “Cirinnà” stabiliscono che mediante la dichiarazione davanti a un ufficiale di anagrafe le due persone dello stesso sesso possono decidere di acquisire un cognome comune e che dall’unione civile derivano gli obblighi reciproci di assistenza morale e materiale, della coabitazione ed entrambe le parti sono tenute in relazione alle proprie possibilità a contribuire ai bisogni comuni.

Al momento però mancano i decreti attuativi della legge e quindi è necessario aspettare per capire come operare concretamente.

La mozione approvata impegna politicamente il Consiglio a costruire strumenti attuativi che garantiscano pari opportunità.

«In qualità di presidente del Consiglio comunale e di sindaco sono felice dell’approvazione di questo documento che porta nuovamente la discussione sul tema delle Unioni Civili. L’approvazione della legge Cirinnà non può essere intesa come un punto di arrivo, ma di partenza per il riconoscimento dei diritti, non solo a livello normativo, ma anche culturale», afferma Paolo Masetti.

Per Matteo Palanti: «Montelupo si dimostra ancora all'avanguardia nella battaglia per le Unioni Civili. La legge Cirinnà, pur con molti limiti, segna un passo in avanti della politica verso la società che si muove e si evolve. Adesso la sfida del cambiamento culturale passa ai Comuni: abbiamo chiesto al nostro di fare la propria parte per non creare cittadini di serie A e B, dando a tutti le stesse possibilità di scelta per la celebrazione di un momento tanto intimo è importante, si chiami esso matrimonio o unione civile. È la nostra piccola parte verso il matrimonio egualitario e il conseguente riconoscimento di pieni e uguali diritti e doveri anche alle coppie omosessuali»



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