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Materia Prima:rimandata al 2 giugno l'inaugurazione della seconda Prooject Room che era prevista per il 14 maggio

L'inaugurazione dello spazio, dedicato agli artisti Morgane Tschiember e Irene Lupi, inizialmente prevista per sabato 14 maggio è stata posticipata al 2 giugno

Materia Prima, la ceramica dell’arte contemporanea, progetto a cura di Marco Tonelli, organizzato dalla Fondazione Montelupo onlus, giovedì 2 giugno inaugura la seconda fase di Project Room, sezione dedicata ai giovani artisti e allestita all’interno del Palazzo Podestarile, a Montelupo Fiorentino.

Project Room, a cura di Lorenzo Cianchi, raduna, per la prima volta in Italia, quattro tra le più importanti realtà che realizzano residenze d'artista per la ceramica contemporanea, come il Museo Zauli di Faenza e Give out your best in ceramic di Albissola, che hanno presentato i progetti lo scorso 19 marzo, e Nuove//Residency di Nove di Bassano e Coefficiente H di Sticciano, a cui è dedicata l’inaugurazione di sabato 14 maggio.

Project Room - spiega Lorenzo Cianchi, presidente del Comitato Scientifico Fondazione Museo di Montelupo e specialista di ceramica contemporanea - nasce dalla consapevolezza che per innovare un linguaggio bisogna intercettarne le insorgenze non ancora ben visibili e dargli credito, incrementando le eccellenze”.

Project Room ospita dunque a rotazione, durante il periodo della manifestazione, una selezione degli artisti che hanno preso parte ai progetti di residenza: Christian Frosi e Diego Perrone, Nero/Alessandro Neretti, Morgane Tschiember e Irene Lupi.

Project Room – Le residenze che inaugurano sabato 14 maggio

NUOVE//Residency di Nove di Bassano presenta Shibari di Morgane Tschiember, a cura di Geraldine Blais Zodo, evoluzione delleprime sperimentazioni realizzate in ceramica dall’artista francese, durante il suo periodo di residenza nel 2013.

La significazione di Shibari deriva dall’antico rituale giapponese di legatura dei corpi attraverso l’intreccio dicorde, che Morgane Tschiember adotta per tradurre la fondamentale trilogia scultorea di materia, volume espazio. Nel recupero di modelli precostituiti, come vasi e porta oggetti attinti direttamente dal catalogo dellamanifattura di Stylnove di Nove, l’artista dimostra il forte legame con la tradizione stabilendo un linguaggio divirtuosismi fra continuità e discontinuità, fra pieno e vuoto, fra forme e contro-forme. Categorie universali, che ospitano pensieri di antichi rituali, trattenuti dall’artista, per spiegare la complessità della materia.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Marsèlleria di Milano www.marsèlleria.org.Si ringraziano Lorenzo e Franco Zanovello della manifattura Stylnove (Nove, VI).

Coefficiente H di Sticciano presenta Impressioni e Porta aperta bada ladri di Irene Lupi, a cura di Elena Magini, due interventi che propongono, attraverso l’uso di media diversi, una riflessione sul concetto di memoria individuale e collettiva, sulle modalità attraverso cui questa viene tramandata e restituita. L’artista, solita lavorare sulle molteplici forme di narrazione e veicolazione delle esperienze, si concentra qui sulla storia e sulle tradizioni connesse al periodo della Seconda Guerra Mondiale, secondo il punto di vista degli abitanti del luogo. Nel video Porta aperta bada ladri, alcuni anziani di Fiano e Sticciano, intervistati dall’artista, raccontano una quotidianità ormai persa, testimonianze private e aneddoti di paese, dove il piano visivo, costituito dalle prese insistite sui particolari fisiognomici dei parlanti, restituisce una sorta di commento ulteriore e poetico al registro linguistico. Parallelamente al racconto, vi è tutta una dimensione narrativa che non si affida alle parole, ma ai gesti, alle espressioni dei volti, alle posture, agli sguardi quali ulteriori canali espressivi. In Impressioni, una serie di lastre di argilla non cotta, l’artista imprime alcuni oggetti appartenenti agli abitanti della zona, in particolare strumenti per il lavoro in campagna: vecchie falci, martelli, zappe ecc. In quest’opera la “memoria” dell’oggetto - la sua presenza in negativo – va a rappresentare una simbolica evocazione, dove agli stessi oggetti e materiali viene demandata una valenza mnemonica e di testimonianza.

Morgane Tschiember (Brest, 1976) vive e lavora a Parigi. Il suo lavoro si avvia sempre dalla plasticità, diconseguenza, la diversità e la molteplicità di tecniche, protocolli e processi scandiscono il suo percorso artistico e testimoniano un polimorfo e proteiforme corpo di lavoro, in continua espansione. Tschiemberconsidera la sua pratica artistica come un parco giochi dove può sperimentare ed estendere le possibilità dei materiali, esplorando i confini tra pittura e scultura, oggetto e architettura, forma e contesto. Il vocabolariovisivo di Morgane Tschiember sviluppa le proprie forme archetipiche e azioni / reazioni, come: crescere /tagliare, costruire / rompere, dipingere / bruciare. A seconda del contesto dei progetti, delle specificità delsito, della posizione geografica, e dei materiali disponibili, delle tecniche e metodologie, ogni serie puòessere riprodotta, reinterpretata e riattivata offrendo all'artista l'occasione di aprire nuove fisicità verso laflessibilità, la volatilità, la permeabilità del lavoro analizzando gli aspetto politici, sociali ed economici.

Irene Lupi (Livorno nel 1983) si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2007, nel 2005 frequenta la Facultad de Bellas Artes di Leioa, Bilbao e nel 2013 è borsista al Siena Art Institute. Tra le mostre recenti: Dalla collezione comunale: opere storiche e recenti acquisizioni, a cura di Casa Masaccio, Centro per l’arte Contemporanea, San Giovanni Valdarno (AR), 2016; Identità, a cura di Casa Masaccio, Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart, Accademia di Belle Arti di Firenze, 2015; TU 35 FI, Vitrine, a cura di Trial Version e Spela Zidar, con Pietro Gagliano’, 2015; Coefficiente H, progetto dell’Associazione culturale CABA a cura di Elena Magini, presso la Tenuta di Sticciano, Certaldo (FI), 2015.

 



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