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Via Rovai: dalla riunione che si è tenuta ieri sera, sono emerse opinioni molto diverse in merito alla pedonalizzazione dell'ultimo tratto di strada

Via Rovai: pedonalizzazione sì, pedonalizzazione no.  Lunedì 11 aprile nella sala del Consiglio si è tenuta una riunione con i cittadini per un confronto sul futuro dell'ultimo tratto della strada.

La sperimentazione avviata il 1 marzo prende le mosse da alcune idee emerse nel corso di un percorso partecipato per la valorizzazione del centro storico. L'obiettivo è favorire il collegamento fra i due centri; non solo attraverso la chiusura, ma grazie a una riqualificazione dell'area.

Il primo passaggio essenziale era però capire se questa ipotesi potesse creare problemi sulla viabilità e agli esercizi commerciali.

Per quanto riguarda la viabilità della strada interessata e di quelle limitrofe, in apertura della riunione sono stati presentati i dati relativi a un monitoraggio sul traffico effettuato prima e dopo la chiusura di via Rovai.

dati traffico via Rovai

Appare evidente che su via Caverni la differenza è di 18 auto all'ora che transitano in più e su viale cento Fiori i veicoli in più all'ora sono 34.

I dati hanno trovato anche la conferma di alcuni residenti.

« Inizialmente ho pensato che questa soluzione fosse inutile e anzi creasse problemi, dopo una settimana mi sono ricreduta.Le auto non transitano a velocità elevata come prima ed è più semplice trovare parcheggio di giorno, anche se rimane il problema della sosta selvaggia la sera. Credo che questo possa servire anche in occasione delle manifestazioni a valorizzare maggiormente piazza dell’Unione Europea. Dunque per me, in quanto residente, è una scelta positiva, immagino che per i commercianti possa non essere lo stesso», afferma la signora Elisabetta, residente in via Rovai.

Coloro che esprimono un parere positivo sulla chiusura adducono le stesse motivazioni: minor traffico, maggior facilità a trovare parcheggio grazie all'introduzione del disco orario e alla possibilità per i residenti di posteggiare nel parcheggio sotterraneo e impressione di maggiore tranquillità.

Per quanto riguarda coloro che sono contrari: c'è chi sostiene che la decisione sia una sciocchezza a prescindere, come un residente della frazione di Sammontana e alcuni avventori dei locali della zona; altri avanzano dubbi sull'efficacia di questa soluzione nel favorire un reale collegamento fra i due centri cittadini.
Alcuni residenti delle strade limitrofe e di piazza VIII Marzo 1944 hanno lamentato un peggioramento della situazione relativamente al transito e alla possibilità di posteggiare la loro auto.

Le perplessità più grandi sono però arrivate da alcuni commercianti come la signora Cristina che in questo mese di sperimentazione ha visto una riduzione dell'incasso del 60% perché per la sua attività ha necessità che i clienti possano sostare brevemente davanti al negozio e proseguire nella stessa direzione. Alcuni titolari di esercizi commerciali hanno messo in luce come un mese non sia sufficiente a misurare l'andamento delle vendite; altri hanno fatto presente una riduzione degli incassi di circa il 30%.

Tuttavia ci sono anche titolari di attività commerciali che hanno evidenziato come i loro clienti abbiano accolto con favore la soluzione sperimentata, sostenendo che sia più semplice parcheggiare nelle vicinanze del negozio.

Dalla riunione è comunque emersa una criticità importante sottolineata sia dalle persone a favore che da quelle contrarie: la scelta di far fare manovra alle auto per tornare indietro nello slargo davanti al palazzo chiamato dai montelupini "grattacielo" è molto pericolosa e quella soluzione in ogni caso è da approfondire, anche se si dovesse optare per una chiusura della strada.

Le oltre 50 persone intervenute quindi non hanno espresso una posizione unica e non è emersa un'indicazione chiara per l'amministrazione.

«Credo sia sempre importante confrontarsi con i cittadini prima di prendere una decisione - afferma il sindaco Paolo Masetti - Come amministrazione avremmo potuto partire con la chiusura assumendoci la responsabilità degli effetti negativi e anche di quelli positivi. Penso sia ormai chiaro che questo non è il mio stile. Credo nel confronto aperto e pacato e devo ringraziare i cittadini perché ieri sera hanno espresso opinioni anche molto diverse in maniera costruttiva.  Prendo atto che la decisione ora passa davvero alla giunta che valuterà sulla base di quanto è stato detto; diventa difficile trovare una sintesi delle diverse posizioni e quindi ci sarà comunque qualcuno non soddisfatto. Sono emerse però anche alcune indicazioni chiare:

  • a prescindere dalla scelta o meno di chiudere la strada manterremo il disco orario;
  • in caso di un'eventuale pedonalizzazione deve essere rivista la modalità con cui le auto fanno inversione su via Rovai.

 Ho deciso di prendermi qualche giorno per valutare tutti gli aspetti sia con la Giunta che con i tecnici e per questo lasso di tempo prevederemo una proroga della chiusura. Ma entro la fine di aprile decideremo in per una o l'altra soluzione»

Nel corso della riunione è stato presentato anche un progetto che al momento non riguarda la chiusura di via Rovai, ma la sistemazione del ponte sulla Pesa e dello slargo davanti all'ufficio postale su via Caverni.

L'interevento finanziato con risorse regionali per la realizzazione della Ciclopista dell'Arno rientra un progetto più ampio sostenuto da un gruppo di comuni di cui fanno parte sia Montelupo che Empoli.

Prevede l'allargamento del ponte sulla Pesa per realizzare da un lato la pista ciclabile e dall'altro la percorrenza pedonale e il completo ripensamento del tratto di via Caverni compreso fra il ponte e via Rovai.

«Proprio perché come ho ribadito nessuna decisione è stata presa sul futuro di via Rovai non abbiamo ancora nessun progetto specifico, certo è che la valorizzazione dell'area passa anche dalla sua riqualificazione e la sistemazione dell'ultimo tratto di via Rovai potrebbe essere un proseguimento dell'intervento su via Caverni», conclude Masetti.



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