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UPLOAD: Chi sono i giovani di Montelupo? A cosa si appassionano? Quali sono i loro interessi?

Il comune di Montelupo e la cooperativa Indaco lanciano un progetto pensato per “conoscere” i ragazzi del territorio e progettare assieme a loro iniziative di vario genere.

Da qualche settimana ha preso avvio a Montelupo il progetto UPLOAD con l’obiettivo capire di che cosa si tratta ne abbiamo parlato con David Irdani della Cooperativa Indaco.

In che cosa consiste il progetto UPLOAD?

L’idea nasce dal bisogno punti di riferimento e informazioni su chi sono i giovani che vivono sul nostro territorio; risale ormai a più di 20 anni fa l’ultima indagine che fu fatta su questa fascia della popolazione. Chiaramente il mondo e le relazioni sono cambiate e ci mancano in questo momento delle indicazioni chiare.

Abbiamo pensato di intervenire per recuperare questo gap, lo stiamo facendo grazie a un questionario predisposto con un’applicazione free di google e che viene quindi proposto con tablet e telefonini.

Il questionario è anonimo; ai ragazzi vengono richieste informazioni di carattere generale (età, titolo di studio, scuola che frequentano), ma anche le loro aspettative sul tempo libero, come lo trascorrono: vengono sondati tutti quei dati che potrebbero servire per un’analisi più completa sugli interessi e i bisogni dei ragazzi da un punto di vista sociale, culturale e aggregativo.

A chi si rivolge il questionario?

Intervistiamo i ragazzi dai 12 ai 18 anni e la caratteristica principale è che andiamo a proporlo nei luoghi informali di incontro dei giovani: si va dalla panchina del parco, alla piazza mentre fanno merenda tutti insieme.

Che reazioni hanno i ragazzi quando chiedete loro di rispondere alle domande?

Sono tutti ben predisposti. Il mondo degli adulti oggi è un po’ assente fra i giovani; il semplice fatto che andiamo nei loro luoghi di aggregazione spontanea, escludendo la scuola o il centro giovani, è un modo per avvicinare i due mondi quello dei giovani e degli adulti e per costruire qualcosa di strutturato e adeguato alle loro aspettative.

Devo dire che sono molto sorpresi del fatto che due pomeriggi a settimana due educatori si interessino ai loro i pensieri e ai loro bisogni; una relazione che in parte è agevolata dal fatto che come operatore del centro giovani sono diversi anni che lavoro sul territorio e quindi conosco molti ragazzi di Montelupo. Gli intervistati rispondono alle domande con un atteggiamento serio, senza cadere nello scherzo o nella goliardia; ci chiedo delucidazioni sulle domande quando non le capiscono.

A oggi quanti ragazzi sono stati intervistati? In attesa di elaborare i dati, quale è l’impressione che ne scaturisce?

A fine marzo abbiamo intervistato circa 100 ragazzi; l’obiettivo numerico per la caratteristica del progetto è difficile porselo, ci siamo dati, invece un periodo di tempo per questa attività di monitoraggio di 8 settimane. Abbiamo coinvolto anche le associazioni di volontariato e i circoli.

La situazione sul territorio direi che è molto positiva. I ragazzi che abbiamo incontrato fino a oggi sono tutti inseriti nel percorso scolastico, per la maggior parte impiegano il loro tempo libero in attività sportive e sono a loro volta inseriti in gruppi amicali collegati allo sport che praticano.

Hanno molti interessi, in particolare la multimedialità che è parte integrante delle loro vite; la socialità in rete è parte integrante delle loro relazioni, pur governandone poco i processi, i pericoli e le potenzialità.

Dopo questa fase di indagine cosa accadrà?

Alla fine ci sarà una riflessione sui risultati emersi, sulla fotografia dei ragazzi fra i 12 e 18 anni che abitano a Montelupo.

Poi il progetto si esaurisce con la realizzazione di 3 eventi, realizzati con i ragazzi incontrati nei luoghi di socializzazione.

Ci sono già alcune idee che stiamo elaborando con i gruppi e le compagnie più numerose.

Gli incontri che pensiamo di realizzare sono:

È prevista una fase due di UPLOAD?

La fase due scaturirà dall’analisi dei dati che emergeranno dall’indagine. Un’eventuale progettazione di attività rivolte ai giovani deve necessariamente passare dalla lettura di quello che i diretti interessati ci hanno detto.

L’aspetto innovativo che vorrei sottolineare è che con questa modalità operativa di “strada” è l’adulto che va verso il giovane; ci piace l’idea di incontrare i giovani nei loro luoghi, un approccio simile a quello degli operatori di strada. Anche se c’è da dire che in questo caso non si lavora solo sul disagio.

Il commento dell’assessore alle Poltiche Giovanili, Simone Londi

Negli ultimi mesi, davanti a danneggiamento di oggetti, muri imbrattati, comportamenti scorretti, si è parlato in modo più o meno proprio di “disagio giovanile”. Si lamenta una carenza di interventi rivolti ai ragazzi del territorio.

Con il progetto UPLOAD vogliamo iniziare un percorso serio di attività rivolte ai giovani di Montelupo, che non parta dall’idea di problemi dover contrastare, ma di un mondo da conoscere e con cui dialogare.

L’aspetto interessante dell’idea che ci è stata proposta dalla cooperativa Indaco è proprio il cambiamento di approccio, l’intenzione di costruire qualcosa insieme, pensando che i giovani sono reali portatori di bisogni, interessi e competenze.



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