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Quale sarà il futuro della Villa Medicea? Quali sono le ipotesi che si profilano all’orizzonte? Quanto tempo sarà necessario affinché tutti gli internati dell’opg vengano trasferiti?

Categoria: Notizie
Creato Giovedì, 02 Aprile 2015 11:36
Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2015 11:36

Mercoledì 22 aprile alle ore 21.00 si terrà un Consiglio Comunale straordinario dedicato ad affrontare questi e altri interrogativi.

Il 31 marzo 2015 doveva essere una data storica: il momento in cui la Villa Medicea dell’Ambrogiana non avrebbe più ospitato un ospedale psichiatrico giudiziario.

Proprio il 31 marzo la Regione Toscana ha comunicato le destinazioni che ospiteranno tutti i malati presenti ancora nella struttura, in relazione alle loro caratteristiche e alle loro necessità e l’amministrazione comunale attende ora che sia definito il cronoprogramma per il trasferimento degli internati.

Il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, nonostante il ritardo di qualche mese non è un elemento da mettere in discussione: è il risultato di un percorso iniziato nel 2008 e volto in primo luogo a tutelare gli internati e a garantire loro percorsi di cura maggiormente adeguati rispetto al passato, senza perdere quelle necessarie garanzie di sicurezza per loro, per gli operatori e anche per la comunità.

Considerata la chiusura della struttura come un dato di fatto, si apre una complessa discussione sul futuro della Villa Medicea, una discussione che vede confrontarsi punti di vista contrastanti e molto distanti fra loro. Tanto se ne è parlato sulla stampa e anche in altre occasioni pubbliche.

L’amministrazione comunale sente l’esigenza di fare il punto della situazione in un contesto istituzionale come il Consiglio Comunale e di invitare i cittadini ad assistere all’assemblea che si terrà il prossimo 22 aprile alle ore 21.00, presso la sala del consiglio, palazzo comunale, viale Cento Fiori, 34.

A fronte di tante ipotesi è necessario ripartire da alcuni dati di fatto.

In primo luogo l’aspetto più importante è relativo alla destinazione d’uso dell’immobile: l’edificio ha una destinazione d’uso come struttura sanitaria e né l’attuale amministrazione comunale, né la precedente hanno mai avuto intenzione di cambiarla in funzione carceraria. Esistono gli atti e sono inconfutabili.

Ne discende che gli interventi attuati per migliorare la vita degli internati sono stati necessari e importanti, seppur arrivati in ritardo dopo le segnalazioni dell’Azienda Sanitaria locale; mentre gli altri lavori effettuati prospettando un futuro carcerario per gli edifici sono stati effettuati non in conformità alla destinazione d’uso dell’immobile.

Per agevolare una riflessione sul futuro della struttura vale la pena ricordare che stiamo parlando di un’area che ha una superficie complessiva di 38.000 mq, con 9000 mq di superficie edificata e 29.000 mq di superficie libera da costruzioni. Si parla inoltre di una volumetria di circa 90.000 metri cubi.

«Il complesso mediceo dell’Ambrogiana fin dall’Ottocento è stata destinata ad un uso improprio prima come manicomio e poi come ospedale psichiatrico giudiziario.

Finalmente siamo nella situazione in cui un’opera unica al mondo potrà essere restituita alla collettività; mi sembrano pertanto insensate le idee di coloro che auspicano la presenza di un carcere.

Ricordiamoci che la struttura non è stata riconosciuta dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità” proprio a causa dei problemi di accessibilità.

Si tratta di un’immobile unico nel suo genere: la sola Villa Medicea con accesso diretto all’Arno tramite una grotta che la collega alle sponde del fiume e che un tempo era riccamente decorata. In passato con cadenza mensile venivano organizzate visite guidate alla struttura, ma siamo stati costretti ad interromperle per problemi di stabilità», afferma il sindaco Paolo Masetti.

Ovviamente sul futuro della struttura pesano molte incognite di tipo amministrativo ed economico.

Il comune di Montelupo a breve, proprio per definire un quadro di intervento, firmerà una convenzione con il Demanio nella quale si prospetta la creazione di un tavolo di lavoro che dovrà individuare lo sviluppo futuro dell’area e capire quale è il mix di funzioni economicamente sostenibile.

«Parlando di mix di funzioni, evidentemente non se ne contempla un uso esclusivo, come ad esempio il tanto citato “Resort di lusso”.

È altrettanto evidente che è interesse di questa amministrazione perseguire per quanto possibile e sostenibile funzioni di tipo pubblico. Ad esempio (ed è sicuramente una delle priorità) una parte dell’edificio dovrà necessariamente ospitare uno spazio della memoria che ricordi le sofferenze, i disagi, le morti e le vite che si sono succedute fra queste mura.

L’unica funzione che escludiamo, e in questo siamo confortati da quanto affermato dal DAP a più riprese, è la presenza di una struttura carceraria, anche a custodia attenuata» - afferma il sindaco e prosegue - «Le questioni da tenere presente sono molteplici non ultima quella degli operatori che vi lavorano, ma certamente non può essere questo un argomento che limita la discussione sul futuro di una struttura di pregio come la Villa.

Le istituzioni hanno certo il dovere di adoperarsi affinché il personale sanitario non corra il rischio di perdere il lavoro.
Invece pur comprendendo la preoccupazione di coloro che temono un trasferimento ad altra sede, non credo che questo aspetto possa diventare oggetto di una battaglia in un momento in cui tante persone non hanno lavoro o rischiano realmente di perderlo».

Tutti questi aspetti, per quanto di competenza del Consiglio, saranno affrontati nell’assemblea del 22 aprile.