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Protezione civile è partecipazione: più di ottanta i partecipanti

Il MMAB per un giorno ha ospitato un grande laboratorio di idee dedicato alla protezione civile

 Cittadini, membri delle associazioni, rappresentanti dei genitori, delle insegnanti, del personale scolastico non docente e delle aziende: sono stati numerosi i cittadini che ieri sera hanno scelto di dedicare del tempo per discutere della loro sicurezza e più in generale della sicurezza di Montelupo e dei suoi abitanti.

 Hanno risposto con entusiasmo all’invito lanciato dall’amministrazione nell’ambito del progetto “Protezione civile è partecipazione” che, iniziato a gennaio, ha avuto nel laboratorio partecipato di ieri sera il momento più intenso di confronto.

I cittadini sono stati suddivisi in cinque gruppi diversi, due dei quali tematici – dedicati a scuola e aziende – e tre nei quali sedevano cittadini e associazioni.

Le facilitattrici esperte in processi partecipati della cooperativa Sociolab sono riuscite a far emergere criticità, punti di vista e idee relative alla sicurezza dei cittadini e alla prevenzione.

Una delle questioni cruciali dibattute può essere riassunta in una delle domande dei partecipanti:

“in caso di emergenza a me chi mi avvisa? E come?”

Una richiesta più che legittima, ma che presuppone comunque un atteggiamento passivo in caso emergenza e nei confronti della quale gli strumenti adottati fino ad oggi hanno dimostrato i loro limiti.

Una delle risposte trovate è intuitiva, quanto complessa da realizzare: tornare ad un più ampio coinvolgimento della popolazione affinché siano i cittadini o le associazioni che assieme al Comune assolvano anche ad una funzione informativa e formativa per arrivare là dove la tecnologia non può. È una specie di presa in carico di una parte della sicurezza propria e altrui, è come se – per dirla con uno dei partecipanti – “le associazioni e i cittadini adottassero un pezzettino del piano di protezione civile”.

Il tavolo di lavoro dedicato alle aziende, ha comunque fornito indicazioni significative relative all’eterogeneità delle realtà presenti nell’area delle Pratella e al fatto che, come era prevedibile, in uno stesso edificio convivano aziende con vocazione profondamente diversa. Esigenze ancora diverse sono quelle delle grandi aziende del territorio che hanno un proprio piano di protezione civile e che in qualche modo dovrà trovare elementi di contatto con quello comunale.

Il tavolo sulla scuola ha costituito un esempio molto virtuoso di collaborazione tra enti: il lavoro di definizione delle procedure per la gestione delle emergenze relative alla scuola e di armonizzazione del Piano comunale e di quello scolastico è stato svolto in maniera puntuale e accurata col coinvolgimento di tutte le diverse anime della scuola e in un lavoro gomito a gomito con l’Ufficio tecnico del Comune che ha condotto anche alla definizione dei testi degli Sms che i genitori riceveranno in caso di emergenza perché siano il più comprensibili possibile.

«Tengo particolarmente a questo progetto per due ragioni: credo che i cittadini debbano prendere coscienza dell’importanza della prevenzione e del loro ruolo attivo nei casi di emergenza e perché si tratta della prima esperienza di partecipazione realizzata da quando sono sindaco. È una modalità in cui credo molto: ogni persona quando è parte in causa di un processo decisione si sente maggiormente coinvolta e prova una diversa affezione rispetto ai temi trattati.

Ieri sera vedere il MMAB trasformato in un grande laboratorio di partecipazione mi ha riempito di soddisfazione e per questo desidero ringraziare tutti i cittadini che hanno scelto di dedicare il loro tempo a questo progetto», afferma il sindaco Paolo Masetti.

Tutti gli elementi emersi nel corso della serata saranno raccolti in un report dettagliato che, dopo essere stato condiviso con i partecipanti, sarà consegnato agli uffici che si occupano di scrivere il piano.

Il risultato finale sarà presentato a maggio in un evento che avrà la durata di due giorni (21-22 maggio) e che prevederà diverse iniziative legate alla protezione, fra le quali la condivisione dei risultati del progetto con gli altri comuni dell’Unione al fine di valutare la possibilità di replicarlo e un appuntamento dedicato alla comunicazione di emergenza, organizzato in collaborazione con l’ordine dei giornalisti.



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