COOKIE

Il nostro sito utilizza dei cookies, ovvero piccoli file che durante la navigazione il tuo computer scarica da ogni sito web e che servono per migliorare delle funzionalità di autenticazione e navigazione .

cover ottobreScopri gli eventi in programma a ottobre

banner sito informabenePer essere aggiornati su allerta meteo, eventi e notizie di servizio

Arno: entro il mese di aprile l'inizio dei lavori per la cassa di espansione

L'intervento è finanziato dalla Regione per circa 9 milioni di euro e ridurrà drasticamente il rischio di alluvioni nell’Empolese. 

L'inizio dei lavori è previsto nel mese di aprile e avranno una durata di circa 30 mesi.

Sarà il più grosso intervento realizzato sul bacino empolese del fiume Arno dal dopoguerra ad oggi: per ridurre in modo considerevole il rischio di alluvioni a Empoli, in diversi comuni limitrofi e sul territorio posto a valle rispetto alla frazione di Fibbiana, dove sarà realizzata una nuova Cassa di Espansione in grado di scongiurare eventi alluvionali che per dimensioni e portata si verificano statisticamente ogni 200 anni.

Questo il biglietto da visita della Cassa di Espansione Fibbiana 1, che unitamente al completamento di Fibbiana 2 rappresenta la risposta più forte messa in atto in quest’area sul versante della prevenzione da questo tipo di calamità naturali. Il ricordo corre, naturalmente, all’alluvione del 1966, che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva, un evento tragico che anche nei Comuni dell’Empolese provocò miliardi di danni e diverse vittime.

L’intervento di Fibbiana 1, dal costo di quasi 9 milioni di euro (finanziato dalla Regione Toscana) è anche la prima, rilevante, infrastruttura di area riconducibile direttamente all’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, che ha seguito fin dall’inizio tutte le tappe di realizzazione dell’opera: dalla progettazione alla procedura di appalto, fino alla firma (avvenuta la settimana scorsa) del contratto con la ditta aggiudicataria. I lavori inizieranno nella prima quindicina di aprile e il termine di consegna è fissato in 30 mesi.

Le nuove Casse di Espansione – che rientrano nel sistema di opere previste dal Piano Stralcio Rischio Idraulico dell’Autorità di bacino del fiume Arno - sono state oggetto di una presentazione che si è tenuta questa mattina nel Municipio di Empoli. Sono intervenuti Vittorio Bugli, Assessore alla Presidenza della Regione Toscana, Alessandro Giunti (Sindaco di Capraia e Limite con delega alla Difesa del Suolo dell’Unione dei Comuni), Alessio Falorni (Sindaco di Castelfiorentino con delega alle Infrastrutture dell’Unione dei Comuni), il Vicesindaco del Comune di Empoli, Franco Mori, e il Sindaco del Comune di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti. Sulle caratteristiche e le modalità di funzionamento delle Casse di Espansione si è soffermato a lungo l’ing. Paolo Collodel, responsabile Uffici Difesa del Suolo e Vincolo Idrogeologico dell'Unione dei Comuni.

L’intervento contempla anzitutto il completamento della Cassa di Fibbiana 2, che ricade nel territorio di Capraia e Limite, attraverso lo scavo dell’area interna fino a raggiungere la capacità d’invaso a suo tempo programmata. Il terreno di resulta non verrà sprecato: sarà invece utilizzato per la realizzazione degli argini della Cassa di Espansione di Fibbiana 1, la quale – una volta completata – sarà collegata al Fiume Arno mediante otto paratoie di accesso, che si apriranno solo quando il fiume avrà superato di un metro il livello della soglia di sfioro, posta a 28 m slm (che corrisponde indicativamente al livello di massima piena in corrispondenza del ponte di Empoli aumentato di circa 70 centimetri) . L’immissione nella cassa è presidiata da organi mobili in modo da aumentarne l’efficienza e per renderne più flessibile il funzionamento. Questo sia alla luce dei vari scenari idrologici che si potranno manifestare, sia per tener conto di una sua maggiore “adattabilità” ai nuovi scenari, nel momento in cui saranno realizzate anche altre opere nel tratto più a monte (una tra tutte, la cassa di espansione dei Renai, i cui lavori sono, ad oggi, in corso di affidamento).

Nei casi in cui il fiume Arno dovesse superare il livello della soglia di sfioro, il deflusso dell’acqua all’interno della Cassa di Espansione avverrà attraverso 3 moduli separati, che entreranno in funzione in base alle necessità, mediante un sistema a cascata. Il  primo modulo potrà accogliere 336.000 mc. Esaurito questo, l’acqua defluirà nel secondo modulo, di 2,14 milioni di mc. Se anche il secondo modulo non fosse sufficiente, scatterà il terzo, di 350.000 mc. Complessivamente, la capacità di invaso delle Casse di Espansione Fibbiana 1 e 2 ammonta a ben 3,55 milioni di metri cubi di acqua, che corrisponde a quanto fissato a suo tempo dal Piano di Bacino del Fiume Arno per la riduzione del rischio idraulico. Il quadro economico contempla anche alcune opere complementari sul reticolo minore, che saranno realizzate al di fuori delle casse di espansione.

 



Foto & video