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Cibic30 novembre | 26 gennaio: in mostra le opere del designer Matteo Cibic

PRONTO IL NUOVO BICIPLAN: il piano della mobilità sostenibile

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Nella città del futuro ci si muove su due ruote.I cittadini che hanno risposto al questionario on line pubblicato nel mese di luglio dal comune chiedono percorsi sicuri per un utilizzo “quotidiano” della bicicletta

Pedalare fa bene alla salute, lo sappiamo. Investire in piste ciclabili, però, produce anche vantaggi economici per tutta la collettività: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo a punto uno strumento informatico (H.E.A.T.) che serve per quantificare il risparmio prodotto da interventi di promozione della salute, come la realizzazione di piste ciclabili. Il risparmio pubblico valutato da H.E.A.T. nella sola città di Modena, ad esempio, ammonta a circa 400.000 euro/anno in termini di costi sanitari e sociali.

            In base alle indicazioni dell’OMS, infatti, mettere più cittadini in condizione di usare la bicicletta significa incentivarli a fare movimento fisico quotidiano, con ottime ricadute sulla salute.

Spostarsi utilizzando la biciclette fa bene alla salute e soprattutto all’ambiente.Certo è che le persone devono essere messe in condizione di farlo in totale sicurezza.

L’attenzione crescente nei confronti della mobilità dolce è un fenomeno relativamente giovane a Montelupo Fiorentino, risale a poco più di 15 anni fa.

In questi anni è stata realizzata una rete di piste ciclabili di circa 13 km, a cui si sommano i 6 km del tratto in corso di ultimazione da parte della Provincia di Firenze che collega il centro con la frazione di Camaioni.

La caratteristica prevalente dei tratti fino a oggi realizzati è quella di trovarsi in territorio extraurbano e di seguire in prevalenza i corsi dei fiumi.

L’amministrazione comunale ha avviato nel mese di giugno un percorso che ha portato alla stesura di un BICIPLAN, ovvero un piano di intervento organico per la realizzazione di un sistema di piste ciclabili.

Emerge immediatamente come la mobilità ciclabile non sia ritenuta accessoria, ma sia considerata una componente essenziale per lo sviluppo del tessuto urbano di Montelupo.

Gli obiettivi prioritari della progettazione sono stati quelli di:

-          promuovere una mobilità alternativa a macchine e motorini;

-          valorizzare la mobilità dolce come attrattiva per i turisti;

-          creare percorsi sicuri;

-          rafforzare la riconoscibilità e valorizzare i tratti esistenti.

Al fine di predisporre un piano di sviluppo che contempli le abitudini e le esigenze dei cittadini è stato elaborato un questionario on line promosso attraverso il sito internet e il profilo FB del comune.

Dalle risposte date ai questionati emerge un campione composto per il 55% da cittadini che utilizzano la bicicletta tutti i giorni o comunque per più volte la settimana, il 51% dei quali percorre più di 5 km al giorno.

Nel 62% dei casi la bicicletta viene utilizzata nel tempo libero da persone che conoscono e utilizzano le piste ciclabili attualmente presenti sul territorio di Montelupo e si dichiarano mediamente soddisfatto.

Una delle domande del questionario chiedeva indicazioni sulle possibili linee di sviluppo della rete ciclabile; i suggerimenti dati indicano una predominanza di uso “quotidiano” della bicicletta con una particolare attenzione per il tratto che collega il centro a Fibbiana e per quello che collega il centro con la zona industriale.

La progettazione della futura rete di ciclopiste deve necessariamente partire da un esame della situazione esistente, da un recupero delle zone più degradate e dalla creazione di collegamenti fra i diversi tratti.

L’attuale rete ha un’estensione importante (quasi 20 Km) e interessa zone strategiche del territorio; tuttavia rimangono fuori dai percorsi le aree produttive e commerciali; con le opportune integrazioni è possibile intervenire per modificare tale configurazione e far sì che le piste ciclabili vengano usate per spostamenti “quotidiani” e non soltanto nel tempo libero.

Il progetto affronta alcuni nodi cruciali per lo sviluppo della città:

-          Ruolo della stazione ferroviaria. La stazione di Montelupo è al 35° fra tutte quelle della Regione Toscana per il numero di persone che salgono; recentemente è stata dotata in un parcheggio scambiatore; piazza Cavallotti è dotata di un ampio spazio per il parcheggio dei veicoli a due ruote. Diventa necessario quindi facilitarne la fruizione da parte dei ciclisti.

-          Lavorare per creare una dorsale che attraversando via Caverni e via Fratelli Cervi permetta di raggiungere Fibbiana

-          Favorire il collegamento fra le piste esistenti e quella realizzata nella zona industriale delle Pratella

-          Creare percorsi specifici per la fruizione dei luoghi di interesse, come il Parco Urbano dell’Ambrogiana.

Dai prossimi mesi si interverrà sulla rete esistente con lavori di miglioria, partendo dal confine con il comune di Empoli lungo l’Arno per poi proseguire lungo il Torrente Pesa e arrivare in località Bramasole, nella zona di Pulica.

Saranno interessate dal lavoro di recupero diverse tipologie di strade attualmente già esistenti e usate per differenti finalità: strade vicinali, zone accessibili solamente ai veicoli deputati al controllo dell’Arno, viottoli di campagna.

In generale si tratta di sistemare la pavimentazione, ove necessario realizzare banchine, sfoltire la vegetazione e segnalare i percorsi in modo adeguato. Nella maggiori parte dei casi i lavori sono ascrivibili ad di interventi di manutenzione straordinaria.

Il progetto più corposo riguarda il collegamento fra la frazione di Turbone e la zona Graziani.

Il tratto fa parte dell’itinerario ciclistico della PESA e si sviluppa sugli argini disposti a Sud della cassa di Espansione del Torrente.
La sua realizzazione costituisce il naturale completamento del tracciato della ciclopista di Pesa e costituisce un elemento fondamentale per il collegamento della Frazione di Turbone con la frazione di Graziani e il Capoluogo.

«La realizzazione di un più efficiente sistema di piste ciclabili è un’opportunità per il nostro territorio da molteplici punti di vista.

In primo luogo per la salvaguardia dell’ambiente, per la valorizzazione di percorsi turistici, soprattutto se integrata da servizi specifici, ma soprattutto per la qualità della vita dei nostri cittadini. Non credo sia troppo ambizioso pensare ad una città in cui le persone hanno modo di spostarsi per raggiungere il luogo di lavoro o portare i figlia a scuola usando la bicicletta in modo protetto.

Abbiamo una zona industriale dotata di oltre un chilometro di pista ciclabile, ma staccata dalla rete urbana preesistente. Un collegamento fra la rete della zona industriale e il centro storico potrebbe avere come conseguenza positiva un maggiore incremento dell’uso della bicicletta per andare a lavoro», spiega il sindaco Masetti.



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