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Si alza a 39 anni la media degli avviamenti al lavoro

Categoria: Notizie
Creato Venerdì, 31 Gennaio 2014 11:04
Ultima modifica il Venerdì, 31 Gennaio 2014 11:04

I dati relativi al mercato del lavoro presentati dall’Osservatorio dell’Empolese – Valdelsa delineano un quadro preoccupante.

Diminuisce sensibilmente il numero degli avviamenti al lavoro e si innalza l’età media, incrementa in modo esponenziale il numero degli iscritti ai Centri per l’impiego di Empoli e Castelfiorentino.

Al 30 settembre del 2013, le persone in cerca di lavoro erano 24.269, il 9,1 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    Le donne sono 12.462, gli uomini 8.116: l’incremento di iscritti ai due centro per l’impiego (Empoli e Castelfiorentino) è pari al 38,7 per cento.
Raffrontando il dato complessivo in rapporto alla popolazione del Circondario emerge che le persone in cerca di lavoro sono il 14,2%, gran parte dei quali al di sotto dei 30 anni

Nel primo semestre 2013 sono state circa 10 mila le persone che hanno comunicato l’inizio di un nuovo lavoro, un dato che si attesta ai livelli del 2009, in sensibile calo rispetto agli anni passati.
L’aspetto più preoccupante è l’invecchiamento della popolazione lavorativa.

Per i giovani al di sotto dei 30 si parla di una percentuale di inizio attività pari al 26 per cento: nel 2009 questo dato superava il 36 per cento.
Per contro cresce il numero di avviamenti al lavoro nelle fasce di maturità produttiva: se fino al 2011 la percentuale più alta di persone che dichiaravano l’inizio di una nuova attività era nella fascia tra i 20 e i 30 anni, ora il picco si è spostato per la prima volta tra i 35 e i 39 anni.

Per quanto riguarda i profili settoriali emerge che le confezioni, l’istruzione e le attività agricole raccolgono la maggioranza degli avviamenti in termini assoluti. Analizzando invece i macro-settori (agricoltura, industria, terziario) la percentuale maggiore (53 per cento) degli avviamenti è relativa al terziario, il 37 per cento all’industria ed il restante 10 per cento all’agricoltura.