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Realizzazione di un impianto per il trattamento Soa da parte di Colorobbia: il parere tecnico dell’amministrazione

I cittadini hanno tempo fino al 15 febbraio per presentare le loro osservazioni tramite posta ordinaria a Unione dei Comuni Circondario Empolese-Valdelsa, Ufficio pianificazione territoriale, referente ing. Collodel (p.collodel@empolese-valdelsa.it)

Colorobbia ha depositato presso l’Unione dei comuni una pratica di: procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. ai sensi dell’art. 48 della LR 10/2010 per il progetto “Progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento di sottoprodotti di origine animale (SOA) con recupero energetico”

Successivamente il documento è stato trasmesso al Comune.

In questa fase si tratta semplicemente della presentazione di un progetto privato per le necessarie autorizzazioni.

 Il procedimento e le decisioni in merito sono di competenza dell’Unione dei comuni, come delegato della Provincia

 Ciò che è richiesto in questa fase al comune è la formulazione di una parere tecnico, non vincolante in quanto la decisione ultima spetta all’Unione dei comuni.

 La riunione congiunta delle commissioni Ambiente e Lavoro è stata organizzata proprio per acquisire le informazioni al fine di formulare un’opinione con fondamenti corretti.

 In sintesi il parere redatto dall’architetto Riccardo Manetti, responsabile del servizio Assetto del Territorio focalizza su molteplici aspetti, soprattutto di carattere ambientale.

  1. L’attuale strutturazione della zona industriale delle Pratella è stata caratterizzata da un mix di funzioni commerciali, di servizio, studi professionali che potrebbero essere fortemente penalizzate dalle emissioni di odore prodotte da un impianto per il trattamento dei Soa.
  2. Implicazioni relative all’ambito urbano e collinare.
    Nel raggio di 2 km dal luogo in cui è stata richiesta la realizzazione dell’impianto insistono le frazioni più densamente abitate di Montelupo (Fibbiana, Torre, Ambrogiana, Erta, Montelupo nuova) con una popolazione che supera i 5000 abitanti.
    In prossimità dell’impianto si trovano anche le zone di maggiore pregio da un punto di vista paesaggistico e naturalistico: Bobolino, Petrognano e Sammontana, oltre al parco urbano dell’Ambrogiana.
    Più o meno nello stesso raggio di azione rientrano gli insediamenti che saranno a breve realizzati a Montelupo.
    Queste premesse e la politica urbanistica portata avanti dal comune di Montelupo, tesa alla ricerca di un equilibrio fra insediamenti abitativi e produttivi, all’impiego di edilizia biosostenibili, impongono una valutazione puntuale e approfondita dell’impatto di una lavorazione come quella proposta.
  3. Effetti sull’ambiente.
    Nei primi anni 2000 nel comune di Montelupo Fiorentino i livelli di PM10 presenti nell’aria superavano i limiti previsti dalla legge. A partire dal 2006 è stato firmato un protocollo d’intesa con la Regione Toscana finalizzato ad abbattere le emissioni. Un risultato raggiunto in pochi anni grazie a scelte drastiche: razionalizzazione della viabilità, incentivi per impianti a gpl e sostituzione delle caldaie, creazione di ampie zone pedonali.
    Contemporaneamente il comune di Montelupo è stato promotore di un regolamento per l’edilizia sostenibile.
    Si ritiene pertanto indispensabile valutare se in qualche modo l’impianto non incida negativamente sugli standard raggiunti.

Per tutte queste ragioni il Comune ritiene che per l’intervento richiesto non possano essere esclusi effetti negativi significativi sull’ambiente.

Pertanto è prioritario richiedere un’attenta diagnosi degli effetti. L’attendibilità di tali indagini deve essere garantita da soggetti pubblici quali, appunto, Arpat e Asl, al fine di accertare se sussistono o meno gli elementi di verifica sulla possibile esclusione da una valutazione di impatto ambientale (VIA)

Alla luce di tutte queste valutazioni il comune di Montelupo Fiorentino richiede:

  1. che l’Autorità competente (Unione dei comuni) indica una conferenza dei servizi per valutare tutti i pareri rilasciati ad Arpat, Asl e altre strutture tecniche di supporto;
  2. che sia coinvolto anche il comune di Empoli in quanto potenzialmente interessato dall’impatto dovuto all’attuazione del progetto;
  3. che vengano in questa sede individuate le integrazioni necessarie per approfondire l’impatto in termini di emissioni di odori e inquinamento
  4. che il parere in merito alla richiesta di Colorobbia sia espresso dall’Unione dei comuni alla luce di tutte le valutazione emerse e della documentazione prodotta dalla Conferenza dei Servizi.

Scarica il parere tecnico del comune
Scarica il progetto illustrato da Colorobbia - parte 1
Scarica il progetto illustrato da Colorobbia - parte 2
Registrazione audio della seduta
(ci scusiamo per la qualità della registrazione non ottimale a causa dei rumori di fondo)
Registrazione video della serata a cura di gonews.it