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Un unico centro per valorizzare la cultura del territorio

 

Entro l’inizio del 2014  l’edificio di piazza Vittorio Veneto, cambierà la sua natura:
non più solo Museo della ceramica, ma un unico  luogo che riunisce museo, archivio e biblioteca (MMAB)

L’amministrazione ha scelto di intraprendere questa strada coraggiosa con tre  obbiettivi specifici:

  1. Rendere attuale la funzione del Museo
  2. Favorire l’accesso ai bei culturali
  3. Perseguire risparmio

L’edificio che ospita su tre piani il Museo della Ceramica accoglierà l’archivio storico, la biblioteca che saranno situati al piano terreno dell’edificio.
Ciò implica l’accorpamento e il riallestimento del Museo della Ceramica: un’occasione per trasformare l’offerta museale nella direzione di una maggiore interazione con i visitatori, valorizzando un patrimonio che rischia di essere solo conservativo.

Il percorso espositivo del Museo si svilupperà su due piano (primo e secondo), pur riservando uno spazio all’esposizione crono tipologica dei manufatti prevede approfondimenti su aspetti tematici, ad esempio:  la storia dello scavo del pozzo, sala del “Rosso di Montelupo”, le committenze, uno spazio per i ragazzi.
L’idea è quella di realizzare un museo eperienziale, fruibile per un vasto pubblico, anche grazie all’ausilio di tecnologie innovative: museo tattile (accessibile anche agli ipovedenti), museo sensibile (dove la conoscenza passa anche attraverso i sensi), realtà aumentata che consente di interagire ai massimi livelli con l’opera d’arte.

“Nel nuovo allestimento cercheremo di concentraci soprattutto sugli aspetti del fare, avendo ben chiaro in testa ciò che vogliamo usare degli attuali arredi del museo. La decisione  di operare, nei limiti del possibile con materiali presenti non corrisponde soltanto ad una necessità economica, ma ad una precisa scelta etica”, afferma l’assessore alla cultura Marzio Cresci

Il piano terra ospiterà le sale della biblioteca con ampio spazio per la consultazione e con una suddivisione anche in base all’età dei fruitori.
L’attuale sala “Mostre temporanee” sarà il vero luogo di contatto fra biblioteca, archivio e museo, con uno spazio per la biblioteca specializzata in ceramica, con esposizioni tematiche dedicate alla ceramica di Montelupo e la sala lettura.

La hall di entrata sarà arricchita da una caffetteria e assumerà la funzione di luogo di incontro e scambio.
«Nell’idea che abbiamo di questo luogo ci piace pensare che una persona possa arrivare al MMAB anche solo per prendersi un caffè e leggere il giornale», spiega Cresci.

Perché il MMAB?

«Coltiviamo da tempo l’idea di un unico luogo della cultura a Montelupo Fiorentino e da tempo abbiamo iniziato a lavorarci, non senza difficoltà – afferma il sindaco Rossana Mori e prosegue – abbiamo dovuto infrangere le resistenze di chi ha una visione elitaria del patrimonio museale:  destinato in sostanza solo  ad addetti ai lavori o appassionati».

I dati relativi agli accessi parlano chiaro in questi termini: fatta eccezione per le scuole, nonostante negli anni siano state attivate numerose iniziative a carattere divulgativo, il Museo di Montelupo riesce ad attrarre per lo più un pubblico specializzato.

«Ci siamo interrogati sull’utilità di una struttura di questo tipo che contrasta con la nostra visione della cultura aperta e fruibile dal più ampio numero di persone possibili. Stiamo parlando di un bene della città che in quanto tale deve essere vissuto e compreso dalla popolazione.
Il grado di benessere di una città è correlato alla qualità dei servizi, ma anche al livello di offerta culturale e alla sua accessibilità. Le persone devono avere la possibilità di visitare un museo,  di viverlo e di recuperare le loro  origini.
Negli ultimi anni abbiamo cercato di rispondere ai bisogni della popolazione attraverso una riorganizzazione generale  dei  servizi. Ecco, ora vogliamo aprire le stanze del nostro tesoro renderle accessibili a tutti a prescindere delle inclinazioni, interessi e livello culturale» continua ancora Mori.

Fino ad oggi nonostante l’ingresso gratuito in alcuni periodi, pochi montelupini hanno visitato il Museo Ceramica, quasi fosse un corpo estraneo. Al punto tale che fra le tante ipotesi vagliate dall’amministrazione c’è stata anche quella, subito scartata, di chiudere la struttura per lunghi periodi.

«Ci rendiamo conto che non possono essere fatte scelte non solo in funzione all’economicità, ma anche e soprattutto del valore divulgativo e formativo che certi luoghi anno. In controtendenza con gran parte degli altri enti locali non abbiamo mai ritenuto la cultura un capitolo di spesa, bensì un investimento per la crescita e la sviluppo  popolazione.
Non è un caso che  progetti pluriennali quali Toscana in Contemporanea, il Mare tra le genti, Vetrina Toscana, ma anche la stessa creazione della strada della ceramica, abbiano registrato  risultati stati eccellenti» spiega il sindaco.  

L’amministrazione si è dunque  interrogata sulle migliori prospettive per garantire a questa istituzione della memoria un futuro.

«In alcune occasioni abbiamo usato il Museo della ceramica a “fini impropri”: incontri con la cittadinanza, iniziative culturali di vario genere promosse dalle associazioni, o dall’amministrazione come “Pensieri a Tavola” o “Mille e una donna”. Ebbene tutte le volte che “siamo usciti dagli schemi” questo luogo è diventato vivo: un centro della cultura. È ciò che intendiamo fare con il MMAB. Vogliamo, inoltre, far esprimere al meglio la capacità di rinnovamento e di adeguamento alle necessità della popolazione che nel tempo ha sempre dimostrato il Centro Nautilus, diventando il vero luogo di aggregazione cultuale della nostra città», conclude Mori.

La realizzazione del MMAB ha un costo?

Ovviamente l’adattamento dell’attuale edificio alle nuove funzioni implica interventi di sistemazione; ecco quanto previsto nel Bilancio 2013, con risorse proprie:

Spese relative alle opere strutturali:  90.000 euro
Spese relative alla parziale sostituzione degli arredi della biblioteca: 20.000 euro
Totale: 110.000 euro

Sono previsti dei risparmi e delle economie nel breve periodo?

La spesa in un anno per la gestione dell’intero sistema museale e per la biblioteca ammonta a oltre 217.000 (tenendo presente utenze, affitto, personale, pulizie). Con la creazione del MMAB e la conseguente riorganizzazione di tutti i servizi si avrà un risparmio strutturale di oltre 76.000 euro l’anno.

«Abbiamo preso in esame le diverse voci di spesa e, rispetto ai dati in nostro possesso, avremo nel breve periodo un abbattimento dei costi di circa il 35%.  Faccio questa considerazione come chiarimento nei confronti di tutti coloro che hanno paventato lo spreco di risorse pubbliche per la realizzazione di questa nuova organizzazione.
Tuttavia, l’aspetto economico non è l’unico da tenere in considerazione. Ad esempio è  necessario considerare in termini positivi anche la  “professionalizzazione” delle figure occupate nel nuovo istituto sia per quanto riguarda l'accoglienza, sia per chi si occupa di progettazione, sia per chi è impegnato nelle funzioni di catalogazione e gestione delle collezioni e non ultimo nel settore della ricerca. Questa opportunità sarà ancora più importante per i giovani del Servizio Civile e per i tirocinanti», afferma l’assessore alla cultura, Marzio Cresci

Quanto tempo ci vorrà per la realizzazione del MMAB?

È stato stabilito un preciso cronoprogramma che dovrebbe portare all’apertura della nuova struttura entro metà gennaio 2014:

  • Fine ottobre – chiusura del Museo della ceramica
  • Novembre e dicembre 2013 – lavori di adeguamento del piano terra, trasferimento dei materiali, allestimento delle collezioni
  • 18 gennaio 2014 – inaugurazione del MMAB

 



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