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Uno strumento di tutela contro la violenza sulle donne

Da maggio ad ora, grazie all’istituzione del “Codice rosa” presso l’ospedale San Giuseppe di Empoli è stato possibile intervenire su 33 casi violenza sulle donne.
A settembre firmato un protocollo d’intesa fra Asl 11 e le Procure di Pisa e Firenze.
Rossana Mori: "Imprenditori diamo una opportunità a queste persone"


Un gruppo di lavoro interistituzionale che supporta il progetto ‘Codice Rosa’ promosso della Asl 11 dal giugno 2013.

Dopo 4 mesi dall’avvio del servizio di contrasto alla violenza nei confronti delle donne e dei minori è stato firmato un protocollo d’intesa tra le forze dell’ordine, l’azienda sanitaria e le procure di Firenze e Pisa, per potenziare la lotta a questa piaga sociale.

In sostanza il CODICE ROSA è un percorso di accesso protetto al pronto soccorso; in quattro mesi sono 33 i casi registrati: stalking, trascuratezza nelle cure più basilari, violenze sessuali che hanno riguardato prevalentemente adulti e in piccola parte minori.

Il protocollo definisce azioni integrate tra la Asl 11 e le procure per avviare interventi coordinati, regolati da procedure comuni e condivise nel percorso di accoglienza, sostegno e tutela delle vittime.

 In questo contesto, particolare rilievo sarà dato anche ad iniziative formative in tema di accoglienza, di assistenza e protezione alle persone che hanno subito violenza.

La formazione degli operatori punta a creare “esperti” della rete in grado di promuovere azioni di prevenzione di comportamenti maltrattanti, riconoscere il fenomeno della violenza e sapersi relazionare, rilevare i segnali diretti e indiretti di violenza, curare e attivare il percorso integrato di accoglienza e di uscita dalla violenza.

Il procuratore della Repubblica di Pisa, Ugo Adinolfi, ricorda alcuni momenti del suo operato quando si trovava a Biella: “Ho avuto decine di esperienze, soprattutto con i minori, speriamo che questo provvedimento porti grandi risultati, l’aggressore dovrà desistere dall’idea di attaccare una donna. La formazione professionale è fondamentale per garantire un corretto e primo approccio”.

Rossana Mori, sindaco di Montelupo Fiorentino, con delega alle pari opportunità per l’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa: “Siamo di fronte a una grande occasione, dobbiamo però pensare a creare nuove opportunità per le vittime, come la creazione di un logo per le aziende che le accolgono per inserirle nel mondo del lavoro”.

Alessandro Caneschi, direttore dell’unità operativa complessa del Pronto Soccorso: “Ma attenzione anche al mondo del volontariato dove ci sono altrettante persone che si rivolgono per denunciare simili fatti. Nelle prossime settimane ci confronteremo per capire come possiamo entrare nel merito della questione”.

Il Codice, a cui è dedicata un’area apposita nel Pronto Soccorso, viene assegnato da personale addestrato a riconoscere segnali, non sempre evidenti, di una violenza subita, anche se non dichiarata. Riconosciuta la violenza, entra in funzione una task force composta da personale sanitario (medici, infermieri, psicologi) e dalle forze dell'ordine, che si attivano subito per la presa in carico della vittima e l'individuazione dell'autore della violenza.
Il “Codice Rosa” non è un nuovo centro di riferimento né una nuova struttura aziendale, ma una modalità lavorativa di “squadra” che motiva e sviluppa la possibilità  sia di accogliere, riconoscere e curare, sia di “ascolto” attento di coloro che arrivano al Pronto Soccorso, mettendo in “rete” le competenze professionali e istituzionali per migliorare i percorsi e la presa in carico territoriale.


Per contrastare la violenza di genere (su cui è incentrato il progetto “Codice Rosa”) il primo agosto 2011 tra Società della Salute di Empoli, Società della Salute Valdarno Inferiore e Asl 11 è stato siglato un protocollo di intesa per la costituzione di un tavolo interistituzionale congiunto e di un tavolo tecnico operativo al fine di utilizzare tutte le risorse territoriali non solo pubbliche, ma anche del privato sociale, impegnate quotidianamente in azioni di contrasto alla violenza ai danni dei più deboli.



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