Tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, tutti gli stati più avanzati avviano censimenti della popolazione, in un’ottica moderna volta alla conoscenza e alla pianificazione sociale ed economica.
In Toscana il primo censimento nominativo risale al 1841 e fu fatto grazie ai parroci, data la capillare presenza della Chiesa sul territorio e l’assenza di uno Stato unitario. I successivi, invece, con la nascita dell’amministrazione centrale, furono realizzati direttamente dallo Stato.

Mestieri e professioni

Lo scorrere dei nomi, attribuiti dai rilevatori, ai mestieri e ai lavori dei tre periodi interessati, permette una navigazione che porta a scoprire più profondamente la vita delle persone della nostra comunità.
La differenza fondamentale che emerge è quella tra femmine e maschi, dove le prime trovano la principale occupazione nella gestione a vario titolo della casa e della mura domestiche, mentre i secondi ricoprono tutte le attività economiche rilevanti.
Lo scorrere dei nomi, attribuiti dai rilevatori, ai mestieri e ai lavori dei tre periodi interessati, permette una navigazione che porta a scoprire più profondamente la vita delle persone della nostra comunità.
La mutazione, seppure lenta, della società – rapportata al ritmo dei cambiamenti attuali - si coglie dal cambiamento che già si colgono guardando, semplicemente, gli elenchi di sintesi riportati di seguito.
La differenza fondamentale che emerge è quella tra femmine e maschi, dove le prime trovano la principale occupazione nella gestione a vario titolo della casa e della mura domestiche, mentre i secondi ricoprono tutte le attività economiche rilevanti.

 FEMMINE 1841
Stato personale e professionale %  
1 Attende a casa 38,4% 38,4%
2 Colono 20,1% 20,1%
3 Trecciaiola 13,0% 13%
4 Cappellaia 8,8% 8,8%
5 Attende a Casa ed altra occupazione 4,7% 4,7%
6 Compone la Famiglia 4,6% 4,6%
7 Serva 1,8% 1,8%
8 Sarta 1,1% 1,1%
9 Riveste Fiaschi 1,0% 1,0%
10 Filatrice 0,9% 0,9%
11 Tessitrice 0,9% 0,9%
12 Miserabile 0,6% 0,6%
13 Mugnaia 0,6% 0,6%
14 Garzona 0,5% 0,5%
15 Altre residue 3,2% 3,2%
  Totale 100,0% 100%
 
 FEMMINE 1871
Stato personale e professionale %  
1 Trecciaiola 49,4% 49,4%
2 Colono 14,8% 14,8%
3 Vestritrice di fiaschi 10,4% 10,4%
4 Addetta alle cure domestiche 8,4% 8,4%
5 Cappellaia 2,4% 2,4%
6 Cucitrice 2,2% 2,2%
7 Operaia tessitrice 2,1% 2,1%
8 Sarta 1,6% 1,6%
9 Lavori in paglia 1,2% 1,2%
10 Filatora 1,1% 1,1%
11 Suora di carità 0,9% 0,9%
12 Domestica 0,8% 0,8%
13 Lavori in maglia 0,7% 0,7%
14 Serva 0,7% 0,7%
15 Altre residue 3,4% 3,4%
  Totale 100,0% 100%
 
 FEMMINE 1901
Stato personale e professionale %  
1 Attendente a casa 29,6% 29,6%
2 Trecciaiola 28,3% 28,3%
3 Colono 17,4% 17,4%
4 Fiascaia 12,1%
5 Sarta/Cucitrice 3,8% 3,8%
6 Studente 3,6% 3,6%
7 Domestica 0,9% 0,9%
8 Bottegaio 0,3% 0,3%
9 Benestante 0,3% 0,3%
10 Inabile al lavoro 0,3% 0,3%
11 Ortolano 0,3% 0,3%
12 Possidente 0,3% 0,3%
13 Aggiuntatrice 0,3% 0,3%
14 Maestra 0,3% 0,3%
15 Altre residue 2,3% 2,3%
  Totale 100,0% 100%
 
Alcuni dati, riferiti alle femmine, spiccano nettamente come l’abbassarsi della percentuale di coloni che passa dal 20,1% del 1841 al 17,4% del 1901, con una diminuzione quindi del 13%. Altrimenti interessante risulta l’incidenza, nel 1871, delle trecciaiole (pari al 49,4%) che scende nel 1901 al 28,3%, probabilmente anche a causa della regola di dare prevalenza ai lavori domestici nei casi di affiancamenti di lavori più industriali fatti direttamente nelle case.
Anche la sarta e lo studente, nel 1901, pari rispettivamente al 3,8% e al 3,6% registrano l’evoluzione sociale della società, quando la ricchezza cominciava a permettere che una parte di essa si rivolgesse in misura inferiore ai bisogni di più immediata necessità.
 
 MASCHI 1841
Stato personale e professionale %  
1 Colono 28,1% 28,1%
2 Oprante 20,0% 20,0%
3 Attende a Casa ed altra occupazione 3,4% 3,4%
4 Garzone 3,2% 8,8%
5 Compone la Famiglia 2,8% 2,8%
6 Fornaciaio 2,8% 2,8%
7 Bardotto 2,7% 2,7%
8 Navicellaio 2,1% 2,1%
9 Bottegaio 2,0% 2,0%
10 Barrocciaio 1,6% 1,6%
11 Calzolaio 1,6% 1,6%
12 Attende a casa 1,5% 1,5%
13 Scarpellino 1,2% 1,2%
14 Muratore 1,0% 1,0%
15 Altri residuo 25,9% 25,9%
  Totale 100,0% 100%
 
 MASCHI 1871
Stato personale e professionale %  
1 Colono 27,42% 27,42%
2 Oprante agricoltura 7,58% 7,58%
3 Fabbricante di piatti e laterzi 6,04% 6,04%
4 Barrociaio 4,04% 4,04%
5 Oprante 3,31% 3,31%
6 Garzone 2,91% 2,91%
7 Scarpellino 2,72% 2,72%
8 Calzolaio 2,63% 2,63%
9 Possidente 2,27% 2,27%
10 Oprante boscaiolo 1,82% 1,82%
11 Navicellaio 1,82% 1,82%
12 Fornaciaio 1,77% 1,77%
13 Bracciante colono 1,54% 1,54%
14 Segantino 1,50% 1,50%
15 Altri residuo 32,64% 32,64%
  Totale 100,0% 100%
 
 MASCHI 1901
Stato personale e professionale %  
1 Colono 31,05% 31,05%
2 Bracciante 8,96% 8,96%
3 Studente 5,76% 5,76%
4 Oprante 4,68% 4,68%
5 Stovigliaio e fabbricante di laterzi 4,68% 4,68%
6 Lavorante in paglia 2,72% 2,72%
7 Segantino 2,64% 2,64%
8 Barrociaio 2,44% 2,44%
9 Calzolaio 2,32% 2,32%
10 Fornaciaio 2,08% 2,08%
11 Venditore 1,80% 1,80%
12 Boscaiolo 1,48% 1,48%
13 Cassaio 1,44% 1,44%
14 Guardia e sorveglianza 1,40% 1,40%
15 Altri residuo 26,53% 26,53%
  Totale 100,0% 100%
 
Per quanto riguarda i maschi si nota il dato costante del colono intorno al 30%, tipica ripartizione per il tempo e lo zoccolo duro dell’industria che si muove, sommandone le componenti, intorno al 6-7%. Nel 1841 si evidenzia l’uso del termine bardotto, nel senso di apprendista. Altri lavori, come il navicellaio, perdono progressivamente peso nel passaggio dal 1841 al 1901.
Da notare, infine, come per i maschi la distribuzione parcellizzata dei lavori residui sia, rispetto alle femmine, molto più estesa aggirandosi sempre intorno al 30%, contro cifre delle donne intorno al 2-3%. Dato questo (i mestieri delle femmine ad esempio nel 1901 sono 43, mentre i mestieri degli uomini arrivano a oltre 130), che indica la grande varietà di mestieri e specializzazioni che il lavoro e la società del tempo richiedeva, se si tiene anche conto del peso dell’agricoltura che occupava da sola il 30% delle professioni.
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